domenica 15 gennaio 2012

Intervista a Ignazio Cutrò imprenditore edile vittima della mafia

1-Domanda: A grandi linee, potrebbe raccontarci la sua esperienza o meglio disavventura che ha avuto con la mafia ?


Risposta : Dall'ottobre del 1999, esattamente il 10, ha inizio qualcosa che non mi sarei aspettato. E' un susseguirsi di danneggiamenti, intimidazioni, ma mai un contatto diretto con gli aguzzini, agivano nottetempo a mio danno cercando di mettermi i bastoni fra le ruote così non interferendo con una libera concorrenza sul campo dei lavori edili e movimento terra. Nel 2006, ricevo due attentati, uno il 23 maggio a Ribera nel quale mi vengono distrutte delle opere da me realizzate per conto di un ente pubblico, si tratta di una condotta idrica con tubi in plastica, quindi di facile combustione; il secondo, anche quello più devastante è accaduto nel mese di novembre, il 23 sempre notte tempo mi vengono distrutti 3 mezzi, due camion ed una pala meccanica. Sicuramente non era una bella sorpresa quindi lascio immaginare a voi il mio stato d’animo, da li sempre la mia denuncia contro ignoti, però sento che c’è qualcosa di diverso, finalmente le indagini avevano preso avvio. Da qui è stato un susseguirsi di avvisi, bottiglie incendiare, cartucce, lettere anonime con minacce per me e la mia famiglia. Momenti difficili, soprattutto perché cercavo di capire chi poteva essere il mio nemico. In quel tempo io mi muovevo per capire chi avesse arrecato tutto questo male alla mia azienda, per andarlo a denunciare infatti. Dalle indagini sono emerse tante situazioni, da li anche la mia decisione di cooperare con i carabinieri, nel senso che loro già mi ascoltavano con delle microspie in auto ed una volta capito che ero sulla buona strada mi dissero di continuare, il mio compito era lo stesso che avevo assunto prima, chiedere se qualcuno sapeva sui miei danni. Da li si arriva poi nel 2008 all’arresto di 8 persone, che poi erano anche miei concittadini. Così il processo, le mie deposizioni, le condanne ed il mio riconoscimento come Testimone di Giustizia, dove lo Stato si è impegnato a proteggere me ed i miei familiari.


2-Domanda : Per quanto è durata questa agonia? ha subito "riverberi" a livello psicologico e morale ?


Risposta: Come ho già accennato, è passato diverso tempo, anni, ma ancora siamo nel ballo. Sicuramente il mio stato d’animo, la mia vita ne ha risentito duramente, ma ho avuto la forza, non mi è mancata mai ho avuto accanto la mia famiglia in queste scelte.


3-Domanda: Quali tipo di minacce ha subito da questi criminali mafiosi? hanno creato ulteriori danni?

Risposta: Il loro obbiettivo è stato quello di distruggermi l’azienda, perché non sono mai stato avvicinato da queste persone, ne tanto meno avvisato da altri per loro. Di sicuro non ho mai pagato il pizzo, la messa apposto, forse anche perché sapevano bene che ogni avvicinamento sospetto lo avrei immediatamente trasmesso alle forze dell’ordine. I danneggiamenti sono passati da incendi, come nel 1999, 2006, o nel 2009 l’indomani di una manifestazione antimafia a Bivona, il danneggiamento di un miniescavatore a segnali ben diversi, quali bottiglie incendiarie, ceri funebri davanti al cancello, cartucce sulla mia auto e lettere anonime. Sicuramente oltre al danno economico che è stato consistente c’è anche il danno morale, mio e della mia famiglia che è incalcolabile.



4-Domanda: Secondo Lei, signor Cutrò, la soluzione che ha scelto era per lei l'unica strada possibile per poterne uscire , da questo problema?Ha mai pensato che potessero esserci altre alternative a quella che ha scelto ?

Risposta: No, non ci sono altre vie, io credo che con tutti gli ostacoli burocratici e di stampo mafioso che mi sono trovato avanti, ancora ad oggi credo e sono convinto che rifarei questo cammino, poiché la denuncia è l’unica soluzione, poi spetta allo Stato starti vicino. Magistratura e Forze dell’Ordine ogni giorno rischiano la vita per proteggere noi cittadini, e noi dobbiamo, e ribadisco dobbiamo, aiutarli nelle indagini fornendo più possibili elementi utili. Oltre che è un dovere morale è l’unica strada che consiglio e che credo esista.


5-Domanda: la Polizia ed i Carabinieri, le Forze dell'ordine dal suo punto di vista, svolgono un ruolo efficiente nel paese in cui vive? Quali controlli effettuano più spesso (se lei ne è a conoscenza) e come si organizzano , sempre le forze dell'ordine, per contrastare la questione della mafia?


Risposta: Sicuramente le forze di polizia operano e cercano di operare, sotto la guida della Magistratura, nel miglior modo possibile, l’unica cosa che non dovrebbe accadere sono questi tagli che portano via denaro agli inquirenti, così impedendo di poter svolgere bene il loro lavoro investigativo. E’ intollerabile.


6-Domanda: Secondo lei, la nostra costituzione , lo stato, la legge Italiane , verso quali mancanze maggiormente evidenzia nella tutela dei diritti dei cittadini?


Risposta: Beh, sicuramente anche se le leggi esistono, infatti siamo ben tutelati dalle Leggi, però non vengono applicate a fondo, io mi trovo in questa situazione al dire quasi fallimentare, poiché se entro lunedì non pago 86 mila euro circa mi vedrò ipotecare i miei beni, solo per delle incomprensioni tra uffici, è questo quello che ti uccide, spero che venga risolto al più presto il problema burocratico perché si trasmette un messaggio ben diverso.



7-Domanda: Quali consigli darebbe a persone perseguitate o minacciate (non essenzialmente da mafiosi) ma le quali si sono trovate in difficoltà in situazioni senza via di uscita , simile alla sua?


Risposta : Il mio unico consiglio è denunciare e creare un gruppo, così facendo non si è soli. Noi abbiamo creato alcuni strumenti, un associazione antiracket Libere Terre, fondata da me ed uno sportello antiracket, sosantiracket.com in modo da dare sostegno ed incoraggiamento a persone che si trovino davanti a situazioni inquietanti dove necessita denunciare, quindi consigliati al meglio dal nostro staff e soprattutto sostenuti moralmente, perché è l’isolamento che ti distrugge maggiormente. Io dopo le denunce mi sono trovato senza amici, o parenti più intimi però sono qua a lottare più che mai, non arrendersi mai questo è il mio consiglio.



8-Ultima domanda : Se dovesse chiedere aiuto al suo paese, l'Italia come potrebbero aiutarla i suoi compaesani?


Risposta : Si pensi che non bisogna fare grandi cose, basta che tutti ci mettiamo nella testa che mai nessuno possa voler tramandare ai nostri figli questo cancro mafioso, quindi si cerchi di debellarlo. Non credo che ci sia una volontà di liberarsene al momento, per paura ovviamente. Lo Stato è presente, scuotete le vostre coscienze e denunciate, aiutate la magistratura a compiere le proprie indagini, in qualche modo non restate in silenzio a guardare, ma cosa più importante non abbandonate chi denuncia, come se fosse un lebbroso, anzi sosteniamoli, è una grande risorsa al giorno d’oggi chi denuncia, perché nel suo piccolo permette di debellare qualcosa che si nutre su noi come un parassita. Se non chiedi aiuto, nessuno ti può aiutare. In culo alla mafia.

Ignazio Cutrò
Intervista a cura di Samantha Buldrini . Ringraziamo il signor Cutrò  che si  è reso disponibile a testimoniare  la sua esperienza gratuitamente e alla sua sincera disponibilità!

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