«Non ho mai avuto esperienze del genere» ha spiegato la ragazza. «Eravamo a letto, io, mio marito e la bambina. Loro dormivano, io stavo cercando di prendere sonno. Improvvisamente ebbi l’impressione che ci fossero delle luci nella stanza, ma quando aprii gli occhi, non vidi niente. Li richiusi e successe la stessa cosa, per quattro volte. Alla quarta, sentii la luce più vicina. Aprii gli occhi e vidi degli esseri in piedi, accanto a me. Mi trovavo in mezzo tra mio marito e nostra figlia. Mi sedetti sul letto, circondato degli esseri. Erano 14, tutti bassi, circa 1.30 m., tranne uno. Quello più alto era vicino a mio marito e continuava a fissarlo. Erano praticamente identici, magrissimi, con il collo lungo e piccole teste ovali. Gli occhi erano neri e a mandorla e anche la bocca era piccola. Sul viso avevano delle piccole rughe». Gli alieni le avevano toccato i capelli, il palmo delle mani e le avevano sollevato un braccio. «Comunicammo per 40 minuti tenendo la bocca chiusa. Sentii il bisogno di toccarne uno. Con loro mi sentivo in pace. Non ho mai avuto l’impressione che volessero farci del male. All’improvviso un alieno mi toccò con due dita e mi passò un dito sulla fronte. Mi disse che erano venuti per darmi delle risposte su un libro nero (la Bibbia) e che ciò che pensavo era vero. Alle mie domande risposero dettagliatamente». Ai ricercatori, Karina ha detto: «Quello alto guardò mio marito tutto il tempo. La sua testa era leggermente più piccola di quella degli altri. Sembrava di toccare la pelle di un bambino. Avevano delle piccole rughe ma al tatto non si sentivano. La pelle era fredda e di uno strano colore, né bianca né grigia. Era pelle di un colore che non esiste qui sulla Terra».
Fonte: The Journal of Hispanic Ufology
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