martedì 29 novembre 2011
sabato 26 novembre 2011
sabato 19 novembre 2011
3 dischetti di metallo scoperti sotto i cerchi nel grano
3 Dischetti di metallo sono stati ritrovati il 23 Luglio del 1991, in Germania dove era situato un crop circle.
Qualcuno sa qualcosa in più ?
Molto, molto tempo fa avevo visto un documentario Italiano che accennava qualcosa .
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Ufo triangolari in Belgio.
Mezzi che compiono manovre impossibili, cambi repentini di velocità che avrebbero far potuto perdere la vita a qualsiasi essere umano.
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mercoledì 16 novembre 2011
Le teste rotonde. Gli astronauti del Tassili
-L'esperienza di contatto di Dionisio Avila.
-L'anello d'argento.
- Gli astronauti del Tassili.
Buona visione.
domenica 6 novembre 2011
Sotto la superficie di Marte un mondo caldo e umido.

Se la vita è davvero esistita su Marte, allora i luoghi più adatti per ospitarla devono essere stati quelli nascosti sotto la superficie del pianeta rosso, dove per lunghi periodi è stata presente acqua calda allo stato liquido. E' questa la conclusione di uno studio pubblicato su Nature e coordinato dal California Institute of Technology (Caltech), al quale viene fatta una revisione dei dati sulla composizione delle argille prelevate da oltre 350 siti. Nel 2005 la scoperta di minerali contenuti nelle argille marziane aveva già suggerito che in passato sul pianeta potessero essere presenti ambienti caldi e umidi: si ritiene infatti che la formazione di queste argille sia legata all'interazione dell'acqua con le rocce, proprio come accade sulla Terra. Se queste condizioni fossero state presenti per lungo tempo in superficie, Marte avrebbe avuto bisogno di uno strato di atmosfera molto più spesso di quello attuale per evitare che l'acqua superficiale evaporasse o congelasse. Per anni i ricercatori hanno cercato di capire quale processo avrebbe fatto perdere a Marte la sua atmosfera, ma il nuovo studio ribalta la prospettiva e introduce una nuova ipotesi: l'acqua calda potrebbe essere stata presente per lungo tempo non in superficie ma nel sottosuolo, mentre diversi crateri sarebbero stati scavati nei brevi periodi in cui l'acqua allo stato liquido sarebbe stata presente in modo del tutto eccezionale in superficie. Secondo lo studio il sottosuolo caldo e umido sarebbe stato ricoperto da una superficie fredda e arida per oltre 4 miliardi di anni, ossia da quando Marte era un pianeta ancora molto giovane. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver osservato che il tipo di argilla più comune sulla superficie marziana contiene ferro e magnesio, una composizione tipica delle regioni più profonde sotto la superficie del pianeta, oltre ad aver identificato la presenza di prehnite, un minerale che si forma a temperature molto elevate (superiori a 200 gradi) e tipiche del sottosuolo.
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giovedì 3 novembre 2011
I frattali - La geometria della Natura
Allego in questo post un documentario davvero interessante. Consiglio di guadarlo :)
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martedì 1 novembre 2011
La ‘polvere di stelle’ è ricca di composti organici.
La ‘polvere di stelle’ è ricca di composti organici
Simili a quelli presenti nei meteoriti
27 ottobre, 12:00
La nebulosa di Orione osservata nell’infrarosso e, in sovrimpressione, le zone in cui sono stati identificati I composti organici (fonte: NASA, C.R.O’Dell e S:K:Wong, Rice University) Nella 'polvere di stelle' si nascondono composti organici complessi simili a quelli presenti nei meteoriti. Lo ha scoperto uno studio cinese pubblicato su Nature che ha esaminato una componente individuata nella polvere generata dall’esplosione delle supernovae. Secondo gli autori dello studio, Sun Kwok e Yong Zhang dell'universita' di Hong Kong, la scoperta dimostra che i composti organici possono essere 'fabbricati' naturalmente anche dalle stelle. Al centro dello studio vi è l'analisi della componente finora genericamente indicata come 'Emissione nell'infrarosso non identificata'', osservata grazie all'Infrared Space Observatory (Iso) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e del telescopio spaziale Spitzer della Nasa. Finora si ipotizzava che questa polvere fosse composta da molecole organiche semplici, fatte di atomi di carbonio e idrogeno, chiamate idrocarburi policiclici aromatici. Ma le osservazioni hanno mostrato che le sostanze che generano questo tipo di emissioni a infrarossi hanno strutture chimiche che sono più complesse rispetto agli idrocarburi policiclici aromatici. Questa polvere, abbastanza comune nell'universo e trovata anche nelle polveri generate dall'esplosione delle supernovae, contiene una miscela di componenti simili ad anelli (aromatiche) e simili a catene (alifatiche) simili ai complessi composti organici trovati nei meteoriti. Poichè i meteoriti sono i resti ‘fossili’ del Sistema Solare, la ricerca avvalora l'ipotesi che le stelle abbiano arricchito il giovanissimo Sistema Solare con composti organici e che questi possano essere arrivati sulla Terra in seguito al massiccio bombardamento di asteroidi avvenuto sul nostro pianeta quando era giovanissimo. Se questi composti abbiano poi avuto un ruolo nello sviluppo della vita, resta ancora una questione aperta.
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fonte: http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2011/10/27/visualizza_new.html_666907499.html?idPhoto=1
27 ottobre, 12:00
La nebulosa di Orione osservata nell’infrarosso e, in sovrimpressione, le zone in cui sono stati identificati I composti organici (fonte: NASA, C.R.O’Dell e S:K:Wong, Rice University) Nella 'polvere di stelle' si nascondono composti organici complessi simili a quelli presenti nei meteoriti. Lo ha scoperto uno studio cinese pubblicato su Nature che ha esaminato una componente individuata nella polvere generata dall’esplosione delle supernovae. Secondo gli autori dello studio, Sun Kwok e Yong Zhang dell'universita' di Hong Kong, la scoperta dimostra che i composti organici possono essere 'fabbricati' naturalmente anche dalle stelle. Al centro dello studio vi è l'analisi della componente finora genericamente indicata come 'Emissione nell'infrarosso non identificata'', osservata grazie all'Infrared Space Observatory (Iso) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e del telescopio spaziale Spitzer della Nasa. Finora si ipotizzava che questa polvere fosse composta da molecole organiche semplici, fatte di atomi di carbonio e idrogeno, chiamate idrocarburi policiclici aromatici. Ma le osservazioni hanno mostrato che le sostanze che generano questo tipo di emissioni a infrarossi hanno strutture chimiche che sono più complesse rispetto agli idrocarburi policiclici aromatici. Questa polvere, abbastanza comune nell'universo e trovata anche nelle polveri generate dall'esplosione delle supernovae, contiene una miscela di componenti simili ad anelli (aromatiche) e simili a catene (alifatiche) simili ai complessi composti organici trovati nei meteoriti. Poichè i meteoriti sono i resti ‘fossili’ del Sistema Solare, la ricerca avvalora l'ipotesi che le stelle abbiano arricchito il giovanissimo Sistema Solare con composti organici e che questi possano essere arrivati sulla Terra in seguito al massiccio bombardamento di asteroidi avvenuto sul nostro pianeta quando era giovanissimo. Se questi composti abbiano poi avuto un ruolo nello sviluppo della vita, resta ancora una questione aperta.
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