Una possibile verità?
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sabato 12 febbraio 2011
giovedì 25 novembre 2010
La persuasione e la psicotronica

Articolo correlato: Coscienzaevoluta, Espandere la coscienza con i viaggi astrali, 2010
Sull’ultimo numero di “X Times” è apparso uno studio a firma di Luigina Marchese, intitolato “I persuasori”. L’autrice, che si è occupata tra l’altro di scie chimiche in precedenti articoli, focalizza l’attenzione sul tema dei messaggi subliminali e sul controllo delle masse. E’ argomento spinoso e complesso che la Marchese affronta con l’equilibrio e la sagacia che la contraddistinguono.
La ricercatrice indipendente considera in modo molto opportuno le scie chimiche come il punto di partenza privilegiato per la disamina dell’intero problema, perché sono proprio le chemtrails, con tutto il corollario di operazioni collegate (disinformazione sulla Rete ed all’interno di riviste pseudo-scientifiche e pseudo-alternative, propaganda più o meno subliminale, contraffazioni orwelliane…) a costituire un nervo scoperto. L’indagine in oggetto analizza la manipolazione di immagini e testi, le strategie occulte tese ad orientare i consumi, le suggestioni… per classificare le varie tipologie di messaggi subliminali.
Un’altra classificazione è, a nostro parere necessaria, ossia occorre distinguere tra controllo cerebrale, attuato con onde elettromagnetiche ed ultrasuoni (si pensi agli esperimenti di Persinger); controllo mentale (James Vicary); controllo(?) della coscienza. Vero è che cervello e mente sono collegati, ma è probabile che siano due realtà distinte, come lascerebbero concludere studi di frontiera originati recentemente soprattutto dalla fisica quantistica (Penrose et al.): se l’encefalo è una sorta di trasduttore di segnali, la mente, substrato del cervello, potrebbe, invece, essere una manifestazione di un “ordine implicito” (Bohm) capace di attingere, in condizioni particolari, ad informazioni contenute in una dimensione non-locale, di sconfinare in regioni "sottili", metafisiche. Si intende, però, che è difficile tracciare dei confini precisi, sicché con l’espressione “controllo mentale ”(mind control) ci si riferisce in realtà ad un “controllo cerebrale”.
Per quanto riguarda poi la possibilità di influire sul subconscio e sull’inconscio (i due termini non sono intercambiabili: sul loro significato e sul campo di applicazione di questi concetti il dibattito è acceso), è evidente che ci si avventura in un territorio molto accidentato. Le teorie circa il “funzionamento” e le caratteristiche dell’inconscio sono molteplici e spesso in contrasto tra loro, con orientamenti psicanalitici, junghiani, strutturalisti etc. che non di rado paiono compiacersi di una voluta oscurità delle ipotesi formulate più che mirare ad elaborare modelli esegetici comprensibili al grande pubblico. Altri indirizzi psicologici, invece, come il cognitivismo ed il comportamentismo si concentrano sulla psiche, negando l’esistenza di strutture profonde o relegandole nel non analizzabile. Si potrebbe qui asserire che l’inconscio (o superconscio?) è una sfera i cui connotati, a causa della sua intrinseca natura, sfuggono ad interpretazioni univoche e semplici. Forse, però, è l’inconscio (inteso come mondo archetipale, transpersonale, memoria psichica e genetica) ad agire sul singolo e non il singolo (sia pure una somma di individui molto potenti, cioè grosso modo il sistema) ad agire sull’inconscio.
Se quindi, come pensiamo, il controllo è circoscritto – ed è comunque ambito importante e vulnerabile - al cervello e, in parte, alla mente, resta una soglia che forse non è agevole varcare. Una coscienza vigile, addestrata può contrastare in modo efficace la propaganda e l’invasione dei messaggi obliqui che trovano la loro forza di penetrazione soprattutto nella ripetizione ossessiva, nel martellamento mediatico cui siamo sottoposti dai media di regime, nell’indottrinamento perpetrato attraverso il cosiddetto sistema formativo, dagli asili agli atenei, vivai di lividi disinformatori e di “scienziati” servi.
La tecnologia poi funge sia da strumento psicotronico (onde elettromagnetiche) sia da sirena che ammalia gli uomini, distogliendoli dalla natura e dal vero significato della vita.
Se si concentra l’attenzione sulle chemtrails, vedremo che l’aspetto più insidioso è dato dalla normalizzazione dell’orrore che la Marchese bolla come “anomalia che diventa norma”. L’assuefazione ad uno spettacolo di cieli sfregiati riguarda in primo luogo la vista, il senso più astratto e più potente nell’uomo contemporaneo: qui dunque più che di messaggi surrettizi, che pure non mancano, si deve vedere all’opera un bombardamento percettivo atto a creare un ambiente in cui il grigio, nei sensi ottusi dei percipienti, è il colore più vivace, dove la lenta, inesorabile trasformazione del pianeta in deserto e dell’umanità in massa amorfa, siano visti e vissuti come insignificanti pori su una pelle liscia.
(1) La D.A.R.P.A. ha creato un’apparecchiatura per stimolare il cervello: si tratta di un casco, basato sul principio del T.M.S. (Transcranial pulse ultrasound), che emette ultrasuoni in grado di agire su alcune aree cerebrali con una precisione sbalorditiva. Il professor William Tyler, neuroscienziato dell’Arizona State University, spiega: “Questa tecnica potrà procurare dei vantaggi strategici (sic) ai nostri soldati; abbiamo ideato un prototipo di elmetto equipaggiato con trasmettitori di ultrasuoni controllati da un dispositivo esterno”. In pratica, è una sorta di comando attivabile dagli stessi militari o dagli alti comandi per controllare a distanza la mente delle truppe. (Si veda l’articolo di Federico Guerrini, Soldati-robot comandati con gli ultrasuoni, riportato su "X Times" n. 25, novembre 2010, all’interno della rubrica “Reports dal mondo”).
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giovedì 18 novembre 2010
Gli scienziati registreranno i nostri sogni

E se riuscissimo a spiare le esperienze oniriche degli altri? Un team di studiosi alle prese con i meandri del cervello arrivano ad una conclusione: si può fare.
Un team di scienziati legati all’autorevole rivista Nature ha messo a punto un sistema di “lettura” delle attività cerebrali. Il Dottor Moran Cerf, in un articolo del Telegraph, afferma che in particolare l’applicazione del nuovo sistema sarebbe destinata allo studio dei sogni, argomento rimasto oggetto di teorie e speculazioni ma mai di vere e proprie prove sperimentali. Finora, l’unico modo per entrare nel merito del contenuto dei sogni era quello di chiederne informazione ai pazienti in stato di veglia.
UN CONCETTO, UN NEURONE – Quello che il Dottor Cerf vuole ottenere è la visualizzazione dei sogni attraverso il monitoraggio delle attività cerebrali: secondo le sue ricerche alla “somministrazione” di vari concetti corrisponde l’attivazione di uno stesso numero di neuroni associati. Esempio: il neurone X si attiva quando il paziente pensa a Marylin Monroe, il neurone Z si attiva alla vista della Tour Eiffel. Il paziente, collegato al sistema attraverso elettrodi installati nel suo cervello tramite una procedura chirurgica piuttosto invasiva (tranquilli, non sono cavie trapanate per l’occasione ma pazienti in cura per contrastare le convulsioni), potrebbe quindi essere “messo a nudo” mentre dorme rendendo visibili a tutti i contenuti dei suoi sogni. Ovviamente questo non racconterebbe niente di nuovo dal punto di vista dell’interpretazione, posizione confermata in un articolo della BBC dal Dottor Roderick Oner, esperto di sogni e psicologo clinico.
PENSARE UNA E-MAIL – Cerf è entusiasta e ottimista e sostiene che le ricerche in questo ambito stanno andando a un ritmo tale che presto sarà possibile visualizzare l’attività cerebrale senza trapanare il cervello dei pazienti. “Sarebbe bello avere accesso alla mente umana specialmente in quelle situazioni in cui soggetti non riescono a comunicare, come nei casi di coma. (…) in un futuro, potremmo inoltre iniziare a scrivere le e-mail solo pensandole oppure trovarsi davanti agli occhi un flusso di informazioni solo immaginate”. Ma vediamo ora i limiti di questa prospettiva: pensiamo un attimo alla quantità di concetti astratti e concreti che possono essere evocati in un sogno brevissimo. La visualizzazione di uno di questi avviene solo ed esclusivamente nella misura in cui sia stata inserito in database attraverso la fase preparatoria sul campione. Poco importa rilevare l’attivazione del neurone W se non so questo a quale concetto è associato. Questo suggerisce che la strada verso la proiezione dei sogni è ancora lunga e che sognare rimane ancora un esperienza privata. Per adesso.
di Viola Afrifa
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domenica 31 ottobre 2010
Gli Usa pronti per la "quinta dimensione" della guerra

Circa una mese fa è divenuto operativo il nuovo comando centrale statunitense destinato a coprire quella che viene considerata la "quinta dimensione" della guerra, dopo quelle terrestre, aerea, navale e spaziale: il cyberspazio.
L' US Cyber Command è sotto il comando del generale a quattro stelle Keith Alexander, al tempo stesso direttore della National Security Agency (NSA) e del Central Security Service (CSC), agenzie che si occupano di intelligence militare, spionaggio elettronico e crittografia.
Il nuovo Comando è direttamente subordinato allo U.S. Strategic Command, un tempo noto come Strategic Air Command (SAC), in quanto incaricato di gestire le operazioni di comando, comunicazione, controllo e computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione (conosciuto in sigla come C4ISR) a livello strategico - in sostanza il cervello della macchina militare americana necessario a coordinare l'utilizzo delle armi strategiche americane, ovvero il suo potenziale aereo e missilistico nucleare.
Lo Uscybercom, formalmente costituito il 21 maggio 2010, con base a Fort Meade, nel Maryland, assorbirà il Joint Task Force for Global Network Operations (JTF-GNO) ed il Joint Functional Component Command for Network Warfare (JFCC-NW), entrambi unità di guerra informatica, la prima delle quali in pratica fornirà la spina dorsale tecnica al nuovo comando.
Questo ha come missione primaria quella "difensiva" di tutelare la sicurezza dei 7 milioni di computer militari, raggruppati in 15.000 reti che collegano le 4.000 installazioni militari americane presenti nel mondo.
Una serie di incidenti avrebbero spinto a considerare vitale questa funzione, soprattutto quando nel 2008 un soldato americano di stanza in Medio Oriente avrebbe inavvertitamente lasciato passare dei virus in un pc portatile del Pentagono, dando luogo a quello che il vice-ministro della difesa americano, William Lynn III, ha descritto come "la diffusione inavvertita sia in sistemi classificati [ovverosia inaccessibili, in quanto segreti, N.d.A.] che non, creando quella che è diventata una testa di ponte digitale dalla quale i nostri dati potevano essere trasferiti a server sotto controllo straniero".
La seconda missione è invece di assicurare la "superiorità" americana nel cyberspazio, in questo caso con una configurazione "offensiva" della missione del Cybercom, come nel caso di Computer Network Attack (CNA), realizzando cioè vere e proprie offensive informatiche destinate a distruggere reti avversarie, penetrare computer nemici per sottrarre o manipolare dati, abbattere sistemi di comando e controllo del nemico, acquisendo capacità operative conosciute come Special Technical Operations (STO).
La costituzione di questo imponente apparato di guerra informatica non è certo solo al mondo. Sappiamo che anche la Gran Bretagna, infatti, nell'ambito del Government Communications Head-Quartier (GCHQ), un apposito gruppo di lavoro controlla le strutture informatiche nazionali e non solo, così come la Russia ha costituito un enorme cervello elettronico, conosciuto con la sigla SORM-2, che registra e copia tutti i dati informatici che passano attraverso le reti informatiche nazionali, sotto il controllo del servizio di intelligence russo, lo FSB.
Ma anche Cina, India, Turchia, Arabia Saudita e Iran, solo per citare alcuni grandi paesi, sono ormai attrezzati per controllare i flussi informatici, Internet in particolare.
Il tempo della cyberwarfare (la guerra informatica) è quindi già iniziato, cominciando con il virus Stuxnet, di cui ci siamo già occupati di recente - un vero e proprio attacco ai sistemi industriali strategici iraniani che, secondo un esperto come Mikko Hyppönen, della società finlandese di sicurezza informatica F-Secure, deve avere avuto come sponsor uno Stato in quanto "può essere stato sviluppato solo da un team di sofisticati professionisti della sicurezza, con tempo e denaro a loro disposizione". E aggiunge: "ce ne siamo occupati per diversi mesi e non siamo stati ancora in grado di decodificarlo tutto", il che significa che "abbiamo ora la prova che gli stati stanno investendo rilevanti risorse nello sviluppo di virus di nuova generazione".
giovedì 7 ottobre 2010
Messaggi dell'umanità spediti nello spazio, ritorno previsto tra 500 secoli
Una mia breve introduzione personale :
Ed ecco un'ultima freschissima novità .... chissà perchè me lo sentivo che prima o poi usciva una notizia simile=__= almeno qualcosa stanno iniziando a dircelo peccato che non credo sia questo il vero scopo dei satelliti subliminali, ad ogni modo mai dire mai! Va bè!!Che culo sapere le cose in anticipo e non poterci fare niente!
Keo è una sfera cava di 80 cm su cui è incisa la mappa della terra, rivestito da alluminio, una protezione termica e vari strati di titanio oltre che da altri materiali pesanti. Resistente alle radiazioni cosmiche e quando rientrerà nell'atmosfera la protezione produrrà un'aurora boreale che indicherà all'umanità il suo rientro. Verrà lanciato da un razzo Ariane 5 in un'orbita alta di 1.800 km e abbandonerà la Terra per i prossimi 500 secoli, lo stesso tempo che è trascorso da quando gli esseri umani disegnavano sulle pareti delle caverne ad adesso. Il satellite conterrà tutti i pensieri e i messaggi inviati dall'umanità, è infatti in grado di memorizzare fino a quattro pagine scritte per ogni abitante della terra. Appena il satellite verrà lanciato i messaggi saranno pubblicati sul sito Keo (logicamente rimuovendo i dati di chi l'ha scritto). Chiunque è invitato a scrivere il prossimo messaggio perché è questo il fulcro del progetto: portare nel futuro il nostro presente. Le sigle K E O sono i tre fonemi maggiori utilizzati in tutte le principali e più parlate lingue del mondo. Il satellite porterà nel futuro anche un diamante con inciso sopra lo schema del DNA del genoma umano e contenente una goccia di sangue umano, campioni di acqua di mare, aria e terra. Porterà inoltre in viaggio con se un orologio astronomico di nome PULSAR che mostrerà la corrente velocità di rotazione terrestre, fotografie, documenti e enciclopedie per portare anche tracce della nostra cultura. Tutti i messaggi inviati saranno memorizzati su dvd resistenti alle radiazioni e le istruzioni per costruire un lettore dvd in caso che tra 50.000 anni non ne esistesse più uno. Vi invitiamo per cui a scrivere il vostro messaggio che sarà inviato nello spazio con KEO in questo sito: http://www.keo.org/uk/pages/message.php Fonte link: |
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