
lunedì 15 agosto 2011
La Normalità - E. Fromm

Erich Fromm fu uno degli esponenti di spicco della psicologia e sociologia del secolo scorso.
Le quattro lezioni sulla Patologia della Normalità dell'Uomo
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Ma attenti a non ridurre l'igiene mentale alla semplice prevenzione dei sintomi.
I sintomi, in quanto tali, sono per noi non nemici, ma amici; dov'è un sintomo là è un conflitto, e conflitto significa sempre che forze vitali lottanto ancora per l'integrazione e la felicità.
Le vittime veramente disperate dell'infermità mentale si trovano proprio tra gli individui che paiono normalissimi. Molti di essi sono normali perché si sono adattati al nostro modo d'esistenza, perchè la loro voce di uomini è stata messa in silenzio in età così giovane che nemmeno lottano, né soffrono, né hanno i sintomi del nevrotico.

Non sono normali, diciamo così, nel senso assoluto della parola; sono normali in rapporto ad una società profondamente anormale. Il loro perfetto adattamento a quella società anormale è la misura della loro infermità mentale.
Questi milioni d'individui abnormemente normali, che vivono senza gioia in una società a cui, se fossero pienamente uomini, non dovrebbero adattarsi, ancora carezzano l'illusione della individualità ma di fatto sono stati in larga misura disindividualizzati.
Il loro conformismo dà luogo a qualcosa che assomiglia all'uniformità. Ma uniformità e libertà sono incompatibili. Uniformità e salute mentale sono anch'esse incompatibili. L'uomo non è fatto per essere automa, e se lo diventa, va distrutta la base della sua sanità mentale.”
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Per inciso, se - come afferma Fromm - molte delle sintomatologie psichiche del nostro tempo (ad esempio ansia e depressione) sono espressioni di un conflitto tra la forza vitale, 'sana' dell'individuo e le aberrazioni della cultura e società attuali, bisognerebbe chiedersi quale sia la reale funzione della moderna psichiatria.
sabato 13 agosto 2011
Rientrato l’allarme della tempesta magnetica. Solo lievi danni alle comunicazioni
fonte: http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2011/08/11/visualizza_new.html_756399949.html?idPhoto=1 Il Sole attraversa ciclicamente periodi di maggiore o minore attività che si esprime con la presenza sulla sua superficie di macchie solari oppure brillamenti o espulsioni di materiale. “Il problema”, ha proseguito Messerotti, ”è che in realtà non abbiamo validi modelli in grado di prevedere queste attività, e i tentativi fatti finora si sono mostrati puntualmente imprecisi”.
Dopo aver attraversato un lungo periodo di scarsa attività, la nostra stella sta gradualmente tornando alla ‘normalità’ e, secondo i modelli finora considerati attendibili, dovrebbe aumentare costantemente. Brillamenti o esplosioni particolarmente violente possono generare tempeste magnetiche in grado di creare grandi difficoltà agli strumenti di comunicazione terrestri, in particolare quelli satellitari. “Invocare però scene apocalittiche”, ha concluso Messerotti, “non aiuta certo a comprendere il fenomeno.”
giovedì 21 luglio 2011
Il Nobel Montagnier: "Il dna si teletrasporta da cellula a cellula"

Il 1953 è stato l’anno della scoperta della conformazione a doppia elica. Il 1968 quello degli enzimi di restrizione, capaci di tagliare il dna in particolari punti. Nel 1983 Kary Mullis ha inventato la PCR, un sistema per riprodurre velocemente copie identiche di un segmento di dna. Il 2001, poi, è stato l’anno del sequenziamento del genoma umano. Il 2011, invece, potrebbe essere l’anno della scoperta delle proprietà elettromagnetiche del dna.
In questi giorni, infatti, il premio nobel Luc Montagnier ha reso pubblici gli ultimi risultati di una ricerca potenzialmente rivoluzionaria su come il dna sarebbe in grado di “ teletrasportarsi” tramite emissioni elettromagnetiche. L’ipotesi dello scienziato francese è che i singoli filamenti di dna (e, volendo, anche i singoli geni) sono in grado di emettere onde elettromagnetiche che si propagano attraverso la formazione di nanostrutture d’acqua. Non solo, questa proprietà permetterebbe ad alcuni microorganismi di infettare cellule a distanza, con un processo che ricorda il teletrasporto.
Ma partiamo dall’inizio: la dimostrazione delle proprietà elettromagnetiche del dna.
Lo strumento utilizzato dalla squadra di ricerca consiste in un solenoide all’interno del quale viene alloggiata una provetta contenente la soluzione biologica da analizzare. Il materiale biologico viene eccitato elettromagneticamente e i segnali risultanti vengono catturati e amplificati tramite computer. I risultati registrati sono senza precedenti: le soluzioni biologiche ricavate da colture cellulari batteriche e virali emettono onde elettromagnetiche a bassissima frequenza (tra i 500 e i 3000 Hz), e i medesimi risultati vengono ottenuti analizzando il solo dna estratto dagli stessi microorganismi. Non solo, si è anche notato che le emissioni elettromagnetiche non dipendono dalla quantità di cellule utilizzate nella coltura, e che anche singoli geni sono in grado di produrre simili emissioni.
Va bene, questo significa che le singole molecole di dna, se sottoposte a eccitazione elettromagnetica, sono in grado di riemettere segnali captabili: ma come si arriva al teletrasporto di dna da una cellula all’altra? È qui che interviene l’elemento più provocatorio (e controverso) dello studio di Montagnier. I ricercatori hanno notato che le emissioni del dna provocavano cambiamenti nelle nanostrutture dell’acqua. Successivamente hanno dimostrato che queste emissioni potevano influire anche sulle nanostrutture una soluzione acquosa priva di elementi biologici. Ipotizzando che queste specifiche nanostrutture potessero fungere da impalcatura per la riproduzione della molecola emittente, hanno inserito nella provetta contenente acqua gli elementi necessari alla sintesi di dna (enzima polimerasi, nucleotidi e primer).
Quando sono andati ad analizzare il dna prodotto, hanno trovato sequenze per il 98% identiche a quelle originali.
Sostanzialmente, dunque, il dna sarebbe in grado di trasferire informazioni sulla propria struttura attraverso l’acqua, al punto da poter ricostruire la molecola in un altro ambiente acquoso. Una scoperta del genere sarebbe già sufficiente a fare scalpore, ma a Luc Montagnier non basta. Il virologo Premio Nobel arriva a ipotizzare che questa proprietà venga utilizzata dai microrganismi per infettare altre cellule. “ Dobbiamo supporre che in presenza di cellule eucariote la sintesi dei componenti del micoplasma (lipidi di membrana, ribosomi) possa essere istruita dal dna del micoplasma”, spiega Montagnier, “ Un’unica cellula di micoplasma è, quindi, sufficiente a generare l’infezione totale dei linfociti”.
Affermazioni come questa hanno creato non poche perplessità all’interno della comunità scientifica. Alcuni, come il chimico Derek Lowe, sostengono che la tesi di Montagnier non è supportata da una quantità sufficiente di dati e da prove incontrovertibili di riproducibilità.
Nel frattempo, la squadra di Montagnier sta già ipotizzando applicazioni mediche di questa scoperta, principalmente nell’ambito dello studio dell’HIV. Per saperne di più, è possibile consultare il paper fornito dall’Università di Milano Bicocca.
sabato 9 luglio 2011
Parassiti potrebbero essere all'origine del sesso.

Senza parassiti e agenti patogeni che popolano ospiti di innumerevoli specie, gli esseri viventi della Terra avrebbero probabilmente continuato a riprodursi per via asessuata. Niente sesso, quindi, senza il giusto mix di parassiti da abbattere.
Questa nuova ipotesi emerge da una ricerca condotta da Levi Morran, ricercatore dell'Indiana University, volta a comprendere perchè alcune specie possano contemporaneamente riprodursi sessualmente o per via asessuata.
Nonostante tutti i bei momenti che riusciamo a collegare al sesso in un sola manciata di secondi, questo metodo di continuazione della specie è estremamente dispendioso in termini di efficienza, e alcuni animali vi ricorrono solo in casi particolari. Fare sesso richiede la presenza di maschi inabili di riprodursi da soli, cosa che può ridurre le dimensioni di una popolazione a circa la metà rispetto a quelle di organismi che si riproducono per via asessuata.
Perchè, quindi, moltissime specie viventi sfruttano il sesso per riprodursi? La natura tende all'efficienza, e il prezzo da pagare per la riproduzione sessuata deve essere necessariamente bilanciato da qualche aspetto vantaggioso.
L' "ipotesi della Regina Rossa" tenta di dare una spiegazione, tra le altre cose, al perchè esista il sesso, formulando questa ipotesi: uno degli aspetti vantaggiosi della riproduzione sessuata è l'incremento della resistenza ad agenti patogeni e a parassiti. L'incrocio di genomi consentirebbe di sviluppare difese più efficaci, e più velocemente, rispetto alla riproduzione asessuata.
Morran ha tentato di svelare qualche dettaglio di questo meccanismo concentrandosi su alcuni animali noti per riprodursi sessualmente o per via asessuata, e cercando di comprendere per quale ragione scegliessero un metodo o un altro per il proseguimento della specie.
Il team si è concentrato sullo studio del verme Caenorhabditis elegans, un piccolo nematode considerato un organismo modello per la ricerca scientifica. Alcuni vermi sono stati modificati geneticamente per riprodursi esclusivamente per via asessuata, altri invece per utilizzare il sesso come forma di riproduzione. E' stato poi creato un gruppo di controllo costituito da C. elegans naturali, non geneticamente modificati e in grado di riprodursi sessualmente e asessualmente.
Tutte e tre le popolazioni di vermi sono state esposte al batterio Serratia marcescens, in grado di uccidere i C. elegans in circa 24 ore. Alcuni nematodi sono stati esposti al batterio morto, altri al batterio vivo ma incapace di evolversi, altri ancora a S. marcescens lasciati liberi di evolversi con il loro ospite.
I C. elegans in grado di riprodursi tramite il sesso hanno dato buoni risultati, in termini di sopravvivenza, di fronte a tutti e tre i tipi di batteri. La loro abilità di co-evolversi con il batterio ha consentito loro di sviluppare efficaci difese immunitarie nel corso di qualche generazione.
I C. elegans che si riproducevano esclusivamente per via asessuata, invece, sono sopravvissuti al batterio incapace di evolversi, ma sono stati massacrati dalSerratia marcescens in forma naturale.
"Quando abbiamo consentito al batterio di evolversi parallelamente al loro ospite, ha portato all'infezione dell'ospite in meno di 20 generazioni, molto rapidamente" dice Morran. "Ha superato le mie aspettative su cosa sarebbe successo".
I vermi del gruppo di controllo sono invece passati alla riproduzione sessuale in presenza dei batteri nel 70% dei casi. Se i batteri non dimostravano di poter evolversi e divenire sempre più pericolosi, i nematodi del gruppo di controllo preferivano tornare alla vecchia e collaudata riproduzione per via asessuata nel giro di poche generazioni.
Tutto questo suggerirebbe che il principio della riproduzione sessuale possa aver avuto origine per necessità, un metodo per sviluppare difese immunitarie sempre più efficaci contro i parassiti e gli agenti patogeni in grado di mettere in pericolo un'intera popolazione di individui pressochè identici. "Questo studio non prova che i parassiti siano la ragione principale. Quello che fa questa ricerca è impostare una spiegazione plausibile per l'evoluzione del sesso".
mercoledì 29 giugno 2011
2009- Scoperta nello spazio NEBULOSA a doppia elica come il DNA
DNA Cosmico, scoperta nello spazio una elica doppia, come il Dna del Vivente.
“Le forze magnetiche al centro della galassia hanno impresso ad una nebulosa la forma del DNA, rivela uno studio.
La forma a doppia elica si rinviene all’interno degli organismi viventi, ma questa e’ la prima volta che viene osservata nel Cosmo.
Nessuno ha mai visto prima nulla del genere nello spazio, ha detto l’autore dello studio, Mark Morris della UCIA.
La maggior parte delle nebulose sono galassie a spirale piene di stelle o conglomerati amorfi di polvere e gas, ovvero “nuvole” nello spazio. Coi’ che vediamo rivela un alto gradi di ordine”. Queste osservazioni, fatte con il telescopio spaziale della NASA, Spitzer, sono illustrate nel numero del 16/03/06 dalla rivista Nature che cita il sito: space.com
Cosmic 'DNA': Double Helix Spotted in Space
By Bjorn Carey
SPACE.com Staff Writer
Source: http://www.space.com/scienceastronomy/060315_dna_nebula.html
Magnetic forces at the center of the galaxy have twisted a nebula into the shape of DNA, a new study reveals.
The double helix shape is commonly seen inside living organisms, but this is the first time it has been observed in the cosmos.
"Nobody has ever seen anything like that before in the cosmic realm," said the study's lead author Mark Morris of UCLA. "Most nebulae are either spiral galaxies full of stars or formless amorphous conglomerations of dust and gas--space weather. What we see indicates a high degree of order." These observations, made with NASA's Spitzer Space Telescope, are detailed in the March 16 issue of the journal Nature.
Le Scienze, Novembre 2009, n. 495 - La vita sulla terra
Dagli studi sulla materia inanimata arrivano nuovi indizi sull'origine dei primi organismi. Di Alonso Ricardo e Jack W. Szostak
I ricercatori hanno scoperto una nuova serie di reazioni grazie a cui l'RNA potrebbe essersi formato da composti chimici presenti sulla giovane Terra.
Altri studi hanno confortato questa ipotesi secondo cui cellule primitive contenenti molecole simili all'RNA potrebbero assemblarsi spontaneamente, riproducendosi ed evolvendosi, e dando infine origine alla vita. Ora si sta cercando di produrre in laboratorio i primi organismi completamente autoreplicanti, una nuova origine della vita per capire come ha avuto inizio la prima volta.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
sabato 7 maggio 2011
DA WEB 1.0 A 2.0 ..... LA NASCITA DELLA DISINFORMAZIONE?!
La differenza tra web 1.0, web 2.0
(e Web 3.0)
Sempre più spesso si sente parlare di web 1.0 e web 2.0 senza sapere esattamente di cosa si tratti e fondamentalmente che differenza ci sia tra i due., poi se ne aggiunge ipoteticamente un terzo. ..
Esistono ormai molti post sui vari blog che raccontano tutta la storia su come si sia passati al web 2.0, sull’esplosione della bolla dot-com nel 2001 e le varie riflessioni se la rete fosse stata sopravvalutata o meno.Ci limitiamo qui a tracciare le definizioni dei vari tipi di web, introducendo, per quel che se ne sà ancora, quelle che dovrebbero essere le caratteristiche del web 3.0.
Partiamo con le definizioni:
Web 1.0 Le informazioni sono pubblicate in maniera statica, immaginate come un vostro foglio di word con testo e immagini, portato su web.
L’utente arriva sulla pagina, legge e se ne va senza nessuna interazione.
Web 2.0 Il termine venne coniato da Tim O’Reilly alla prima conferenza sul web 2.0. Per la prima volta si iniziò a dare grande importanza all’usabilità e al modo di condividere i contenuti. Il webmaster non è che una parte del sito, che, nei casi più importanti, è composto da comunità di migliaia di utenti (si pensi a Wikipedia).
Web 3.0 Come ogni rivoluzione, si cerca ora, con il web 3.0, di raffinare l’enorme cambiamento che ha portato il web 2.0: Il web 3.0 infatti, non sarà altro che un evoluzione del suo predecessore.
Attualmente non è ancora tutto chiaro ma da quel che si legge sulla rete, ma possiamo immaginarci uno scenario in cui le informazioni in rete vanno sempre di più agglomerate verso un unico database, e consultate da più pagine web grazie a tecnologie tipo XML, WSDL e derivate.Si parla altresì di intelligenze artificiali grazie ad algoritmi i quali , sempre più sofisticati che permetteranno un orientamento migliore in una rete sempre più affollata.Si dice Infine il web 3.0 si muoverà verso il 3D, con una rete non più fatta di pagine, ma di veri e propri spazi in cui “muoverci” per trovare quello che cerchiamo. (in questo l’esperienza di second life credo sia stata determinante). Ora tutto ciò a me pare molto esagerato e soprattutto enfatizzare il ruolo della realtà Virtuale , fittizzia , Illusoria e finta..DOVE ci porterà tutto questo?
Il fenomeno Debunkers e Disinformatori del web come sono nati secondo me e come si sono inseriti nel web …
Io credo che da quando il web da 1.0 è translitterato a 2.0 sia nato e si sia diffuso anche il fenomeno palese dei disinformatori , disinformatici, i quali , dicesi coloro che per i bene di non si sa che cosa , prendono informazioni presenti sul web e le cambiano a loro piacimento ; da una parte con E’ molto probabile che questi personaggi che si fingono manipolatori delle informazioni per il bene della comunità non siano altro che insorti nel momento in cui il web 2.o ha preso il via e dal momento che le informazioni hanno cominciato a veicolare più in fretta . Il paradosso a cui ci troviamo di fronte è che se ora le informazioni circolano più velocemente e troppo velocemente , si rischia che vi sia molto probabilmente una moltitudine di situazioni in alcuni casi vi possono essere sia lesive nei confronti di chi pubblica informazioni oppure proprie elaborazioni personali e rischia non solo di essere leso la propria copri right bensì ciò che regolarmente pubblica , di essere prese e manipolare , argomenti che magari possono essere talvolta derise!!! io credo che questi personaggi non solo non hanno un minimo di dignità personale ma anche soprattutto non si preoccupano minimamente delle conseguenze che queste loro derisioni e abitudinali comportamenti ledono comunque la privacy.
Questo veloce veicolare dell’informazione ha permesso non solo la nascita di questo si può dire lavoro di presa-rimessa in circolo dell’informazione .
Se pensiamo al passaggio tra web 1.0 e web 2.0
Nel web. 1.0 si poteva accedere alle informazioni che venivano pubblicate per così dire sul web , ma in modo statico : appunto per questo non si poteva accedere alle informazioni presenti sul web se non visitando un link per poi andarsene, non vi era in pratica la possibilità di diffondere un link o prendere del materiale altrui .
Web 1.0 Le informazioni sono pubblicate in maniera statica, immaginate come un vostro foglio di word con testo e immagini, portato su web.
L’utente arriva sulla pagina, legge e se ne va senza nessuna interazione. Questa era la dinamica di quei tempi per cui era impossibile che l’informazione venisse presa …
SPUNTI E RIFLESSIONI
Dalla nascita del web 2.0 le cose sono cambiate in maniera molto forte e dal movimento che le informazioni hanno iniziato a veicolare molo in fretta allora non solo si fa fatica a controllare soprattutto dalla rapidità della pubblicazione e della condivisione si passa alla presa e alla manipolazione che questi personaggi opera in maniera contorta che sembra non avere altro tempo per fare altre cose che controllare le persone e le notizie che circolano più velocemente.
Il paradosso e che se posso pubblicare qualcosa moto in fretta , allo stesso tempo non sono sicura/o se poi sono un soggetto tutelato o meno soggetto a restrizioni varie e mi potrebbero derubare il lavoro che ho fatto .
Il Web 2.0 è una visione di Internet che ha da dieci anni circa sta in piedi , ha influenzato praticamente l’intera esistenza ed il nostro modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete.Web 2.0 non è un software specifico, nè un marchio registrato dai Microsoft o Google, ma un un vero e proprio piattaforma in cui si sono dati spazio non solo informatici, disinformatori , stratega mediatici ma anche c’è chi inserisce onestamente delle proprie idee o comunque delle informazioni con scopi di divulgare cose importanti e/o necessarie e che molto spesso causa queste nuove figure come appunto chi si diverte o per mestiere , prende le informazioni che trova interessanti ai suoi scopi e le cambia a suo piacimento . Ecco dunque ecco .. e la cosa diventa non solo violazione di privacy bensì anche un vero e proprio Ledere le persone. Il Web 2.0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L'informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all'altro, spesso in modi che il produttore non aveva previsto o inteso.
Questo paradigma del Web 2.0 permette agli utenti di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi. Come vi dicevo prima , Gli appassionati e gli addetti al lavoro sostengono che non si tratta di derubare gli altri del loro lavoro per il proprio profitto. Essendo un prodotto open-source, che permette condividere le informazioni sulle quali è stato creato Internet e rende i dati più diffusi. Questo permette nuove opportunità di lavoro e di informazioni che possono essere costruite sopra le informazioni precedenti. Però Web 2.0 lascia ai dati una loro identità propria, che può essere cambiata, modificata o remixata da chiunque per uno scopo preciso. Una volta che i dati hanno un'identità, la rete si sposta da un insieme di siti web ad una vera rete di siti in grado di interagire ed elaborare le informazioni collettivamente.
Il Web 2.0 è costruito con tecnologie come Ajax, un approccio di sviluppo web basato su JavaScript ed il linguaggio di programmazione XML.
Questa miscela di tecnologie permette alle pagine di funzionare più come applicazioni per il desktop che come pagine di contenuto statico antiquate che troviamo di solito sul web.
tagging, ranking, trackback e reputazioni.
Inoltre molto probabilmente con questo sistema e con la scusa del Open Source , tutti ipoteticamente potrebbero avere accesso alle informazioni ma secondo me , un conto è accedere alle informazioni e semmai , tramite un social network condividere o comunque dare un parere favorevole o meno, un conto è invece appropriarsi di un lavoro di altri e Cambiarlo, modificandone intere parti o deridendo come fanno appunto questi personaggi chiamateli Disinformatori, debunkers , come volete : la realtà è questa!.
Samantha Buldrini
domenica 1 maggio 2011
Russia: Servizi Segreti Vogliono Chiudere Skype, Hotmail e Gmail
sabato 2 aprile 2011
Gabinetto RS/33 UFO occultato a Varese
Gabinetto RS/33
U.F.O. occultato a Varese.
A capo del Gabinetto RS/33 Mussolini scelse Guglielmo Marconi. |
Fece uso di una serie di "basi" sparse in tutto il territorio Italiano chiamati "semafori di osservazione" avente come scopo l'individuazione di velivoli non convenzionali o di contrabbando sul territorio Italiano. Secondo le procedure stilate dal Gabinetto RS/33, al seguito dell'intercettamento di un velivolo non convenzionale, veniva inviato un telegramma al senato e al Duce, il quale autorizzava il decollo dei caccia, ed un eventuale abbattimento del velivolo.
Nel 1933, a seguito di una serie di avvistamenti misteriosi segnalati all’OVRA (polizia segreta fascista) da diverse fonti sia militari che civili, Mussolini ,Galeazzo Ciano e Italo Balbo fondarono per proposta di Giovanni Gentile (fondatore nel 1923 del CNR) un ufficio segreto denominato GABINETTO RS/ 33 in forza presso l’università La sapienza di Roma, avente come scopi lo studio dei VNC (velivoli non convenzionali, gli odierni UFO).
Tra i molteplici avvistamenti avvenuti nel 1933 figura un presunto UFO crash avvenuto sui cieli di Milano in data imprecisata. L’oggetto sarà recuperato dall’OVRA capitanata da Arturo Bocchini, e nascosto all’interno di una fabbrica della Marchetti sita a Vergiate in provincia di Varese, quest’ ultima sarà bombardata durante la guerra. Si ritiene però che l’oggetto non sia stato distrutto, perché inviato ai nazisti nel 1940 per ragioni sconosciute. La commissione raccolse materiale informativo dal 1933 al 1940, ma continuò ad operare anche dopo questa data, forse sotto la direzione nazi-fascista. Capitanata formalmente dal Senatore Guglielmo Marconi, in sua vece l’astronomo Gino Cecchini e da un certo dottor Ruggero Costanti Cavazzani (pseudonimo), la commissione godette delle migliori menti del regime.
Filippo Bottazzi chirurgo è biologo sperimentale presso l’università di Napoli.Gaetano Arturo Crocco ingegnere aeronautico è fondatore della società italiana Razzi e teorizzatore della colonizzazione spaziale. Romualdo Pirotta botanico presso l’università La Sapienza di Roma. Francesco Severi matematico è docente prima presso La Sapienza di Roma poi alla pontificia Accademia delle Scienze.Giancarlo Vallauri docente di elettrotecnica e ferromagnetismo presso l’Accademia dei Lincei. Francesco Giordani chimico dell’università di Napoli. Dante De Blasimedico igienista, è docente alle università di Napoli e di Roma e che nel 1942 fece parte della Pontificia Accademia delle Scienze. Luigi Cozza referente del Duce è presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici.
L’intera esistenza del GABINETTO RS /33 fu svelata nel 1978, quando il presidente del CUN (Centro Ufologico Nazionale ) Roberto Pinotti, e il professor Alfredo Lissoni membro del consiglio direttivo del medesimo centro ricevettero da fonte anonima tre telegrammi dell’agenzia di stampa Stefani ( l’ANSA di allora ) in cui si citava l’esistenza del gruppo segreto e una serie di dati inerenti a quest’ ultimo.
La data è il 13 giugno 1933. Il telegramma porta l’intestazione “Ufficio telegrafico di Milano “ e la dicitura “ Riservatissimo – lampo – priorità su tutte le priorità “. Come mittente reca la voce prestampata “Agenzia Stefani “.
2° D’ordine personale del Duce disponesi immediato dicesi immediato arresto diffusione notizia relativa at aeromobile natura et provenienza sconosciuta di cui at dispaccio Stefani data odierna hore 7 et 30 stop disponesi istantanea rifusione eventuali piombi giornalistici recanti detta notizia stop previste max pene per trasgressori fino at deferimento tribunale sicurezza dello stato stop dare immediata conferma del ricevimento stop. I telegrammi portavano tutti un'unica sigla, quella che parve come una “f “, la stessa “f” che capeggia su di una busta intestata “Senato del regno “e fatta arrivare agli ufologi Pinotti e Lissoni ove è scritto a stampatello: ”Riservatissimo (sottolineato) a mani da S.E. Galeazzo Ciano”.
L'elemento interessante di questi primi documenti - ne sono stati spediti altri il 10 settembre 1999 da Cervia ed il 22 novembre da Forlì, sempre alla rivista di settore - è che, de facto, nel 1933, presso l'università La Sapienza di Roma, sarebbe stato istituito un Majestic 12 fascista, che riferiva esclusivamente alle alte gerarchie del Regime (Mussolini, Balbo e Ciano) e che lavorava in stretto contatto con l'OVRA, la polizia segreta fascista comandata da Arturo Bocchini, con diramazioni in tutta Italia e la complicità dei prefetti del Regno.
L'Ufo-crash del '33
Oggi, lasciate da parte leggende e speculazioni, possiamo azzardare una risposta attendibile e documentata: lo studio delle V-7 iniziò dopo che i nazisti ottennero da Mussolini un corposo dossier sui dischi volanti!
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In quest'ottica assume una diversa consistenza il discorso che il Duce tenne diversi anni dopo alla Federazione fascista dell'Urbe, al Teatro Adriano il 23 febbraio 1941. Il testo, riportato integralmente sul Giornale d'Italia del 25 febbraio 1941, concludeva con una frase sibillina: "É più verosimile che gli Stati Uniti siano invasi, prima che dai soldati dell'Asse, dagli abitanti non molto conosciuti, ma pare assai bellicosi, del pianeta Marte, che scenderanno dagli spazi siderali su inimmaginabili fortezze volanti".
"Il fatto è da attribuirsi esclusivamente ad un fenomeno ottico". Così il Regime insabbiava l'avvistamento dell'aeronave misteriosa del 1936. UFO "ante litteram" durante il fascismo? Essendone stata destinataria (anonimamente ed in fotocopia) poco prima, nel settembre del 1999 la rivista diretta da un contattista stigmatizzato italiano ha pubblicato alcuni documenti di epoca fascista, apparentemente collegati a manifestazioni ufologiche di quel periodo. Tale testata vi ha dato ampio risalto, affidando le indagini ad uno studioso del fenomeno campano che sostanzialmente ha avanzato le sue riserve sul materiale di cui trattasi. In linea di principio tale atteggiamento può essere comprensibile, trovandosi di fronte a documenti di difficile autenticazione, pervenuti da una fonte anonima e che tale ha inteso rimanere anche nel caso di successivi invii. Noi ci siamo mossi sempre in modo diverso. Solo quando gli elementi a nostra disposizione erano tali da essere ritenuti coerenti e fondati su una documentazione di un certo spessore abbiamo espresso notizie e valutazioni. E ciò - se mai ce ne fosse bisogno - spiega la ragione per la quale finora siamo rimasti in silenzio. Noi, che da tempo eravamo a conoscenza della cosa e stavamo effettuando le verifiche più opportune lontano dai riflettori di una facile pubblicità in attesa di fornire dati più credibili. Ma cominciamo dall'inizio.Con un normale inoltro postale, e affrancatura da 1850 lire, il 3 febbraio 1996 (indirizzata all'allora recapito personale del sottoscritto, in via Odorico Da Pordenone 36 in Firenze) la rivista del CUN riceve una busta di medio formato contenente una serie di documenti originali. Originali, ripetiamo. Non fotocopie. In primis, una busta aperta, apparentemente sigillata all'origine, con l'intestazione "Senato del Regno" nella parte posteriore, ove i due lembi incollati presentano entrambi un tratto sinusoidale a penna stilografica a garanzia della chiusura, e la sigla del mittente: la stessa che per due volte, in basso a destra come a sinistra, figura sull'intestazione della missiva, vergata in stampatello sempre con penna stilografica. Testualmente: "Riservatissimo - a mani di S:E: Galeazzo Ciano". In altri termini, si tratterebbe di materiale inoltrato in via riservata al genero di Benito Mussolini, Duce del Fascismo e Capo del Governo all'epoca. Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri, era in pratica il "numero due" del Regime. Quindi una lettera autografa scritta a penna stilografica su quattro facciate, su carta intestata dello stesso tipo della busta precedente: "Senato del Regno", con la triplice scritta "Fert" sotto lo stemma sabaudo con ai lati il fascio littorio. La missiva è firmata "Andrea", è indirizzata ad un non meglio identificato "Valiberghi" (?) ed è datata 22 agosto XIV dell'Era Fascista: il 1936. Poi una cartolina postale in uso presso il Senato del Regno per la corrispondenza in franchigia, con vari appunti scritti sempre con penna stilografica su entrambe le facciate. Infine un biglietto anch'esso intestato "Senato del Regno" come gli altri sopra menzionati, datato 30.VIII.XIV E.F. (ovvero 8 giorni dopo), sempre vergato in grafia corsiva con stilografica e firmato "Andrea" al pari della lettera. Pur non essendo specificamente indirizzato a qualcuno, l'autore sembra ragionevolmente rivolgersi alla stessa persona destinataria della missiva del 22 agosto, facendo riferimento allo stesso argomento trattato da quest'ultima. Il timbro di partenza postale della busta pervenutaci il 3 febbraio 1996 e contenente quanto sopra descritto non risulta purtroppo leggibile. Ma, meglio del nostro mero elenco, varrà per il lettore la vista di detti documenti, riprodotti dagli originali (ribadiamo: originali) e la lettura della trascrizione che, per maggiore chiarezza, qui riportiamo:
SENATO DEL REGNO
22 agosto XIV (1936) Caro Valiberghi (1) ti confermo quanto hai saputo da Valminuti (1). Anche se la Prefettura di Venezia sta attivamente svolgendo indagini, non c'è nulla di chiaro sulla storia della aeronave misteriosa!! Fu avvistata nella mattina (e non nella serata) di lunedì. Era un disco metallico, netto, lucente, largo dicono dieci o dodici metri. Dalla base vicina sono partiti due cacciatori, ma anche a 130 km/h non sono riusciti ad accostarlo. Non emetteva alcun suono, e questo farebbe supporre si trattasse di un aerostato. Ma nessuno conosce palloni che volano più veloci del vento. So per certo che è stato veduto da altri piloti d'aviazione, anche da quel Marinelli che ha poi fatto il rapporto che è arrivato a mani di Ciano. Poi, dopo circa almeno un'ora, dopo che questo forse era passato sopra Mestre, è stato visto (e questo ancora tu non sai) una sorta di lungo tubo metallico, grigio o ardesia. Nel rapporto del confidente S.X. è così raffigurato: Quello che ho indicato in A era descritto come una specie di torpedine aerea, con finestrini ben evidenziati. Da questi pertugi rettangolari partivano luci alterne ora bianche ora rosse. In B sono due "cappelli", due cappelli come da prete: larghi, rotondi, con una cupola al centro, metallici e seguivano la torpedine senza mutare le posizioni relative. Questi ordigni facevano fumo, bianco e durevole. La Prefettura ha aperto un'inchiesta, ma puoi immaginare che farà poca strada e avrà l'esito che ebbe quella del '31. Il Duce ha espresso le sue preoccupazioni, perché dice che se si trattasse di veri aeromobili inglesi o francesi dovrebbe rivedere tutta la sua politica estera. So per certo che ha detto a Starace e altri "Se dispongono di tali ordigni, possiamo aspettarci la guerra a giorni e, questo è peggio, la guerra a modo loro!!" Posso informarti che sono del tutto infondate le voci che vogliono esplosa l'aeronave. Ti farò avere notizie certe non appena ne disporrò. Andrea |
CAMERA DEI DEPUTATI
Tribuna della Stampa Per Zoppani (1) 1) Intervenire direttamente - 2) Il Duce - Segreteria particolare 47 Telefonata di Ciano Avvistata alle ore 15.30 secondo M.F. oggetto simile a Saturno L'Aeronautica à distribuito un questionario a tutti i piloti operanti nella zona. Negare ogni versione. Il fatto è da attribuirsi esclusivamente a un fenomeno ottico. li Duce segue personalmente l'accaduto. L'allarme è esteso a tutta la zona aerea del Nord Est. luce giallo aranciata a tratti bianco intensa lampi regolari - fumo e scintille - Sono armati? Sono amici? Sono già stati visti in altre occasioni? 573 Carati |
SENATO DEL REGNO
30. VIII.XIV E.F. Purtroppo non posso fornirti di fotografie. Ne sono state scattate almeno una dozzina, ma sono strettamente riservate per il Duce e pochi altri di cui non conosco i nomi. So soltanto che sono fotografie scattate dall'aeroplano che inseguiva l'aeromobile fra Lido e Venezia. Non conosco nessuno che le abbia vedute e dubito che quello che ti ha detto Aldini (1) risponda a verità. Ti ripeto che questo affare è personalmente seguito dal Duce. Andrea |
CARTOLINA POSTALE SENATO DEL REGNO
Telegramma di Boni (1) I nomi dei testimoni della aeronave di Venezia sono secondo Guglielmi: Genai - Tolmini - Venanzi - MVSN (2) Incaricare Zoppani della ricognizione. Udienza riservata col Duce ore 15.30 del 30 agosto. SENATO DEL REGNO Varallo Aosta-Genova Segreteria personale 724303 |
Alfredo: misterioso personaggio cui è rivolta una lettera Stefani che fa riferimento al Gabinetto RS/33. Potrebbe trattarsi del giornalista milanese Alfredo Rizza, agente segreto dell’O.V.R.A. che agiva sotto uno pseudonimo "numerico" (203), come presumibilmente le persone implicate nei files fascisti. De Santi: è probabilmente il più inafferrabile e sfuggente degli 007 fascisti, uomo di punta per i contatti con le spie naziste; per capire quanto fosse in gamba si pensi che, dopo la guerra, riuscì a spacciarsi per antifascista e venne persino premiato con una medaglia da De Gasperi in persona. Per molti anni si pensò che non esistesse nemmeno; la sua esistenza venne poi provata al di là di ogni ragionevole dubbio solo l’anno scorso dallo storico Arrigo Petacco, che ha identificato in "De Santis", "Nostromo", "Luigi Grassi", "Grossi" o "David" (tutti pseudonimi) un certo Tommaso David, colonnello di Frosinone fondatore del gruppo spionistico Volpi Argentate ed in seguito capo dei servizi segreti di Salò. Marconi: credeva negli extraterrestri, ed ha rilasciato al riguardo diverse dichiarazioni; riteneva si potesse comunicare con loro via radio; inoltre, dopo i fatti del ‘33, ebbe un misterioso incontro in America con David Sarnoff, persona di spicco dell’Intelligence USA (coinvolto nell’ondata di razzi fantasmi del ‘46 e nello studio di un celebre avvistamento UFO filmato nel 1966). L’O.V.R.A.: secondo "Mister X" il Gabinetto avrebbe avuto il pieno sostegno dell’O.V.R.A. Tutto ciò è plausibilissimo. Fra il 1931 ed il 1933 la polizia segreta di Mussolini visse la sua fase di massimo attivismo. Nucleo portante di tutta la struttura fu proprio la Lombardia, ove sarebbe stato recuperato il disco; la sola Milano coordinava con 24 agenti la "rete lombarda", diretta da Francesco Nudi, dal commissario Tommaso Petrillo e dal commissario aggiunto Giovanni Di Salvia. Forse era di Di Salvia (e non di De Santi) la sigla "D.S." che appare in uno dei files fascisti. Zerbino: è il nome che appare, per esteso ed in sigla, in calce ad alcuni documenti fascisti (la firma non è particolarmente leggibile e, paradossalmente, potrebbe invece corrispondere a Foschini, capo dei servizi segreti SID durante la Repubblica di Salò); ma è anche il nome di una villa ove Marconi era solito trovarsi con alcuni suoi amici altolocati, quella dei marchesi Gropallo di Genova. Zerbino era forse il nome in codice di Marconi? O il nome di un covo del Gabinetto RS/33?
venerdì 1 aprile 2011
Giappone : gli effetti del nucleare (video)
martedì 29 marzo 2011
La materia e lo spirito.
Rita Levi Montalcini: «Io, agnostica difendo la vita e i principi morali»
IL PREMIO NOBEL, 97 ANNI: LA CONOSCENZA È PER DEFINIZIONE UN BENE, MA GLI SCIENZIATI NON DETENGONO IL MONOPOLIO DELLA SAGGEZZA
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L' educazione laica avuta dai genitori e la religione della scienza

domenica 27 marzo 2011
ISLAM E UFO: UNA STRANA STORIA
