martedì 29 marzo 2011

La materia e lo spirito.


Mi sono chiesta e da qui è partita quest’ultima nuova riflessione.. perché tutti condannano la Materia?! E perché tutti condannano la “Carne”? mi chiedo questo.. perché mi sono posta molti interrogativi leciti sull’Umano e sulla nostra intrinseca Natura, dunque Umana! Bene allora se a livello Organico Elementare , siamo composti di sostanza , abbiamo comunque un Corpo fisico e solido , tangibile , perché mai dovremmo condannare la Materia Fisica, la Carne umana ecc.. pensare che c’è addirittura chi sostiene che il nostro Corpo Fisico , che abbiamo, non appartiene nemmeno a noi ma appartiene a Dio! A parte che queste sono frasi molto fanatiche e irrispettose per la nostra stessa dignità Umana a mio avviso, il queste cose ma anche solo il fatto di pensarle e professarle mi fa un po’ pensare.. Non credo proprio!! Eh si!Anzi credo che il nostro Corpo fisico, che abbiamo tutti quanti ci appartiene e come, indistintamente a tutti noi esseri Umani; ovviamente che abbiamo anche un’essenza interiore , diciamo meno materiale e più Spirituale si può dire.. ma nulla a che vedere con la Religione! Che relega! Ma questo è un discorso che intraprendo anche nella mia "Teoria dell’Umano" . In ogni caso tutti hanno un Corpo Umano, fisico, materiale il quale non è ne Trasparente ne fatto di materia inorganica!!! Bisogna accettarla senza esitazioni , accettarla e basta, la nostra Natura , se siamo fatti così c’è un motivo ma Io non credo bisogna pretendere di cercarlo a tutti i costi!C’è differenza fra materia organica e materia inorganica .. il mio è un discorso privo e non interessa un discorso scientifico , interessa un discorso prettamente di carattere riflessivo - filosofico e di libera riflessione .. dunque beh, materia organica , organismi cellulari , organi ma non solo, tutta quanta la materia fisica e quantificabile per un certo verso , mentre materia inorganica, lo dice la parola è tutto quanto non è organico.. per cui !! Ricordiamoci anche che qui noi non siamo Proiettati , insagomati , finti, traslucidi, lo ripeto! Si da un po’ troppa enfasi a questa realtà superiore che non ci appartiene e che non fa altro che danneggiarci !In ogni caso , il discorso si fa prolungato se portiamo alla luce il fatto evidente poi, che sempre più che si parli molto spesso di virtuale , di realtà virtuale , di ologramma che sostituisce , proiettando un immagine che riprende una cosa , una persona, un evento e lo ripropone , talvolta dal falso inventando nel momento stesso . Il fatto è che ci dobbiamo ricordare che noi qui, in questa realtà, la nostra realtà, siamo esseri dotati di un corpo materiale per cui è inutile che ci si vuole plasmare in continuazione in sogni tecnologici e all’avanguardia (vedi esempio , Avatar Virtuali, Virtuali Comunità etc..) ma anche tecnologie che vengono utilizzate e sperimentate sullo stesso corpo delle persone (ad esempio Braccia Bioniche) roba di questo genere! Non siamo esseri virtuali, siamo materia organica per prima , siamo vivi e dobbiamo accettare la nostra stessa essenza fisica, senza indugi! Ricordiamoci inoltre che la Materia non è equiparabile al Male , come certi uni sostengono, ne tantomeno lo Spirito è il Bene ! Male e bene sono concetti relativi !! chi vi dice altro è perché non vuole che siate in equilibrio con voi Stessi! Come vuole creare un filone di pensiero (da fanatico) Siamo esseri liberi si, materiali con un corpo composto per la stragrande maggioranza di sostanza Organica e materia fisica , per cui il mio invito è a riflettere su questa Natura e si deve accettare ma con serenità e con parsimonia.


(La foto in questo post risale all'anno 2009)
Samantha Buldrini    

Rita Levi Montalcini: «Io, agnostica difendo la vita e i principi morali»



IL PREMIO NOBEL, 97 ANNI: LA CONOSCENZA È PER DEFINIZIONE UN BENE, MA GLI SCIENZIATI NON DETENGONO IL MONOPOLIO DELLA SAGGEZZA

Rita Levi Montalcini: «Io, agnostica difendo la vita e i principi morali»

L' educazione laica avuta dai genitori e la religione della scienza

Ha 97 anni e si definisce come un' agnostica credente. Il suo dio è la scienza, i suoi comandamenti sono i principi morali che l' hanno guidata nel lungo percorso esistenziale. Gira il mondo, partecipa a congressi e convegni, è precisa e attenta nel suo impegno di senatrice a vita, si è battuta per conquistare finanziamenti agli istituti di ricerca, sta per mandare in libreria ancora un testo. E' una donna sempre molto elegante, in ordine, con i gioielli giusti sui meravigliosi abiti di Capucci che aderiscono al suo corpo magro e agile. «Nella prima infanzia, l' educazione assolutamente laica, impartita dai miei genitori a me e ai miei fratelli è stata motivo di imbarazzo, quando dovevamo confrontarci con coetanei e amici che facevano sfoggio della loro religione e chiedevano conto della nostra. Ripensandoci oggi, quel tipo di educazione ha avuto e ha tuttora il grande merito di rendere gli individui responsabili dei propri comportamenti in forza di principi etici e non allo scopo di ottenere un compenso o sfuggire ad una punizione in una ipotetica vita ultraterrena. Personalmente, pur dichiarandomi laica o meglio agnostica e libera pensatrice, mi ritengo tuttavia profondamente "credente", se per religione si intende credere nel bene e nel comportamento etico: non perseguendo questi principi, la vita non merita di essere vissuta». Rita Levi Montalcini ha appena consegnato all' editore Baldini Castoldi Dalai il suo ultimo saggio, «Tempo di revisione», scritto con Giuseppina Tripodi. Dal testo estrae una citazione di Albert Einstein e la usa come integrazione alla sua definizione di «fede». «Il fattore più importante dell' esistenza umana, diceva Einstein, è la creazione di un fine. E' necessario un grande sforzo interiore, da parte delle comunità di persone libere, per liberarsi dell' eredità di istinti antisociali e distruttivi. L' uso delle capacità intellettuali, basate su principi morali, dà contenuto e significato alla vita». Lei ha vissuto il dramma dell' Olocausto e della persecuzione nazista. Come ricorda quel periodo? «I giovani di oggi ignorano quasi completamente quanto è capitato, o non credono che l' Olocausto sia veramente accaduto. A me sembra che ricordare le tragedie che sono avvenute più di mezzo secolo fa sia assolutamente necessario, utile, ai fini di evitare per quanto possibile il ripetersi di simili catastrofi. Ricordare è importante, perché non passi nell' oblio la tragedia che ha distrutto decine di milioni di uomini. Difficile entrare nella testa dei pazzi che dirigevano, e anche di un popolo così ossequiente: non c' è dubbio che i tedeschi, ma in parte anche gli italiani, erano favorevoli ai dittatori. Il ruolo carismatico che hanno giocato Hitler in Germania, Mussolini in Italia, Mao in Oriente, Stalin in Russia, dimostra come l' uomo sia recettivo facilmente a tutti i messaggi che arrivano sia oralmente che per via visiva. Bisogna a tutti i costi cercare di rendere l' uomo libero dall' ossessiva ossequiosità agli individui con un forte carisma e privi di morale, come quelli che hanno diretto le tragedie della metà del secolo scorso». Lei ha vinto un premio Nobel studiando la vita, analizzando e spiegando i meccanismi magici e perfetti della biologia. Che idea si è fatta della creazione? «La conoscenza è per definizione un bene - forse il bene primario dell' uomo - perché senza di essa non possono esistere le altre libertà fondamentali alle quali ci si appella di continuo. Gli scienziati non detengono il monopolio della saggezza. La soluzione dei problemi che affliggono l' intero genere umano, fino a porne in pericolo la sopravvivenza, spetta in pari misura a filosofi, uomini di religione, educatori e appartenenti ad altre discipline. La recente rinascita del movimento creazionista, basata sulla concezione del "disegno intelligente", nega la validità delle selezione darwiniana. Una negazione, questa, derivante dall' ignoranza delle rigorose prove dei nuovi apporti della genetica. Le ipotesi espresse da esperti genetisti trovano consenso nei risultati delle ricerche eseguite con le tecnologie avanzate oggi a disposizione dell' uomo. Il programma genetico nell' uomo non gode di un potere assoluto, ma è soggetto a modifiche di natura epigenetica». Mi sembra che il suo mondo - per fortuna - non risenta delle turbolenze politiche internazionali. La scienza vive al di fuori delle barriere e può giocare un ruolo importante per una riconciliazione fra le diverse identità. «Oltre agli immensi contributi che la scienza e la tecnologia possono oggi apportare, per una migliore condizione di vita in tutte le regioni a vantaggio dei suoi abitanti, deve essere preso in considerazione quello che di gran lunga è il più importante: la promozione di un' amicizia basata su scambi di conoscenze e contatti reciproci. Soltanto così si può pervenire al superamento di differenze derivate da ostilità e intolleranze etniche. La scienza permette un linguaggio senza ambiguità e comprensibile nelle nazioni più diverse». Esiste una zona grigia fra la vita e la morte, la scienza la sta allungando. Cosa pensa dell' eutanasia, che in Italia è ancora un reato punito con molti anni di carcere? «Nessuno ha il diritto di sopprimere la vita, l' eutanasia potrebbe essere concessa, sempre e soltanto nella fase terminale di malattie che provocano gravi sofferenze, in seguito a processi degenerativi o neoplastici senza speranza di guarigione. Sono favorevole all' eutanasia soltanto per la propria persona attraverso un testamento "biologico" stilato, a norma di legge, in pieno possesso delle proprie facoltà mentali, nel quale si dichiari che qualora non si fosse più in grado di possedere le facoltà di intendere e di volere, una commissione di medici esperti può porre fine alle gravi sofferenze o ad una vita priva di capacità cognitive». La scienza è il contrario della superstizione. Eppure, nel terzo millennio c' è chi crede ancora ai guaritori, alla lettura delle carte... «Ritengo che questa credulità sia insita nella natura umana - almeno in un certo numero di individui - e non sia del tutto sradicabile. E' sufficiente vedere il favore che ancora oggi godono pratiche mistiche di natura medievale quali la magia nera, per renderci conto di quanto l' uomo non sia poi così diverso dai suoi antenati che vivevano in tempi preistorici e ritenevano che fenomeni naturali quali il fulmine, l' arcobaleno e altri effetti della stessa natura potessero significare il furore o i consenso di esseri soprannaturali identificati in divinità benigne o maligne». LA BIOGRAFIA *** GLI STUDI Rita Levi Montalcini è nata nel 1909 a Torino. Entrata alla scuola medica di Levi all' età di vent' anni, si laurea nel 1936 LA RICERCA Decisa a seguire la carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali a emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi IL NOBEL Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Nel 1986 riceve il Premio Nobel per la Medicina

Palombelli Barbara

Pagina 23
(27 novembre 2006) - Corriere della Sera
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un'opinione personale

Ho deciso di riportare questo articolo perchè per quanto non approvi tutte la considerazioni fatte, non approvi in generale il vedere la scienza come verità assoluta ma come un valido strumento per tradurre e scoprire alcuni misteri di questo universo, bè ecco almeno lei è stata coerente con il suo pensiero . 

domenica 27 marzo 2011

ISLAM E UFO: UNA STRANA STORIA


Gli ufo sono stati avvistati da molti secoli nei cieli di tutto il mondo. In moltissimi testi antichi e in tutte le tradizioni religiose c'è sempre almeno una storia che parla di oggetti volanti misteriosi, come nella Bibbia, nei Veda e in tantissimi altri, i quali molto spesso sono percepiti come manifestazioni portentose riconducibili alle prodigiose facoltà divine. Autori come E.Von Daniken o Z. Sitchin hanno ottenuto un grande successo proprio per aver riletto in chiave ufologica gran parte di queste storie, precedentemente interpretate come mere manifestazioni divine, trasformandole in contatti con esseri extraterrestri, i quali secondo questa teoria, sarebbero appunto quello che i nostri antenati chiamavano dei. Ormai questo genere di esegesi è diventata molto conosciuta anche grazie alla rete, ed è ormai un classico dell'ufologia, ma per quanto vi siano episodi analoghi anche nella tradizione islamica, tale corrente religiosa non sembrava essere particolarmente interessata alla faccenda. Invece, forse cavalcando l'onda di progressiva apertura generale nei confronti dell'esopolitica, anche l'Islam si scopre attento alla questione ufo, tanto che recentemente Louis Farrakhan il "National Minister Assistant" della famosa organizzazione americana "Nation of Islam" (NOI) fa sapere che la propria religione è molto interessata agli ufo, e che la cosa oltre ad unire le religioni del mondo, si spera che possa in qualche modo pure "salvarlo". Per chi non lo sapesse il NOI è quel nutrito e famoso movimento afro-americano musulmano fondato negli anni '50 da Elija Muhammad, che ebbe come suo principale esponente Malcolm X, il quale reclama l'islamicità del popolo afro-americano in base al fatto che gli schiavi neri importati dall'Africa venissero in gran parte da nazioni la cui religione originale era appunto quella musulmana. Per quanto ci siano delle differenze tra la religione islamica tradizionale e la dottrina seguita dal NOI, oggi tale organizzazione è molto seguita è gode di molto rispetto nell'opinione pubblica americana, soprattutto dopo che storicamente ha contribuito in maniera decisiva ai cambiamenti sociali degli anni '60 durante le famose lotte per la parità e per i diritti civili negli Stati Uniti, raggiungendo risultati universali per la considerazione delle minoranze e nelle battaglia antirazzista.
Un elemento di carattere ufologico legato all'Islam che è emerso dall'oblio, è una curiosa storia che Elija Muhammad stesso raccontava volentieri, riferendosi spesso ad una misteriosa "Eath Orbiting Mother-Plane" (una sorta di nave-madre orbitante intorno alla Terra), dotata di numerosissimi e portentosi armamenti. Anche se non è ben chiaro cosa vi succedesse a bordo, non è il solo esempio, infatti nei testi coranici si fa sovente riferimento agli ufo in generale chiamandoli "Airborne Wheels" ( wheels sta per ruote, ingranaggi, cerchi - mentre airborne significa aerotrasportato, aereo).Ma secondo la mitologia islamica la "Eath Orbiting Mother-Plane" non sarebbe un'astronave aliena, ma un oggetto costruito in un lontanissimo passato, dall'uomo. Secondo la leggenda il "Wheel" originale sarebbe stato costruito in un'isola riconducibile all'attuale Giappone da alcuni "scienziati" con l'aiuto di Dio, con il principale scopo di creare le montagne sulla Terra.
Ovviamente se si volesse affrontare questa leggenda razionalmente ci si troverebbe di fronte ad alcune incongruenze: innanzi tutto chi possedeva millenni fa la tecnologia per costruire un'astronave? Perchè tanto lavoro per costruire delle montagne?
Comunque Farrakhan allude anche ad un misterioso complotto, secondo il quale, in riferimento alla questione ufo, dice che "Many have died or have been killed to keep from sharing what they have seen.". Insomma, come nella più classica casistica cospirazionista molti sarebbero morti o sarebbero stati uccisi al fine di mantenere il segreto. Mah..
Il NOI, sempre tramite le dichiarazioni del religioso musulmano, si batte anche affinchè aumenti la disclosure, infatti parafrasando le sue parole, "faremo sì che il Governo degli USA divulghi i propri archivi e che gli Americani siano informati di questa realtà", sempre in riferimento all'esistenza degli ufo. Infatti sembra che abbiano messo sù un bel gruppo di ricercatori autofinaziandosi, al fine di acquisire prove in merito.
E ancora: "The founder of the Nation of Islam, Fard Muhammad (Elija Muhammad, n.d.a), taught us about these objects that the world calls UFOs, and he gave us great details as to the materials that they were constructed of and that most of these objects come from this planet Earth," ha detto Ishmael Muhammad, il leader nazionale del NOI a AOL News, ovvero che Elija Muhammad ha insegnato ai suoi discepoli molte cose sui materiali e sul modo con cui sono costruiti quelli che il mondo chiama ufo, e che la maggior parte di essi sono fatti su questa Terra. Secondo Ishmael Muhammad, alcune decadi fa, addirittura l'FBI entrò con una scusa in uno dei Templi per una perquisizione, portandosi via molto materiale inerente, compresi tutti i documenti su cui c'erano i dettagli e i diagrammi di questi ufo. Ma non solo: lo stesso sarebbe stato preso a bordo di uno di questi "Wheel" dove avrebbe ascoltato la voce di Elija Muhammad.
Certo la voce del NOI non è la rappresentanza del popolo musulmano nella sua interezza, ma per quanto riguarda gli Stati Uniti è certamente significativa. Ora, resta da vedere se come già detto, sia l'ennesimo salto sul carro vincente (vedi la Chiesa Cattolica) per cavalcare l'emotività della massa sensibile al fenomeno ufo, oppure come sembra sia un'autentica tradizione islamica, riletta in chiave contemporanea, passando per le misteriose rivelazioni di Elija Muhammad, che per quanto possa aver metaforizzato qualcosa, di certo non era un semplice sprovveduto cantastorie. Una cosa è comunque ampiamente condivisa, trasversalmente da tutti i popoli e da tutte le religioni: la questione ufo è quantomai realistica e penetra la storia dell'umanità in maniera capillare e misteriosa, da sempre, e il livello di consapevolezza esige ormai una conoscenza più veritiera. Sembra che i tempi siano maturi, finalmente, per conoscere la verità.
Pubblicato da W.B.

giovedì 24 marzo 2011

Targeted Individuals: LA MARINA MILITARE USA CONFERMA L'USO DI ARMI AD IMPULSO ELETTROMAGNETICO


Weapon of Mass Destruction: La più temuta, controversa, e meglio nascosta arma dell'epoca moderna.

La Marina Militare USA conferma le denunce degli "Individui Mirati" (TI- Targeted Individuals) sulla minaccia WMD ad impulso elettromagnetico

Mentre Sindaci e cittadini in tutto il mondo stanno raccogliendo sostegno per cercare di evitare una distruzione nucleare prima della prossima conferenza delle Nazioni Unite, il Navy Times riporta che gli ingegneri della Marina Militare USA “nel mese di Marzo” hanno cominciato a ricercare modalità di preparazione ad “un attacco attraverso una delle armi più temute e controverse dell'epoca moderna: un impulso elettromagnetico”. Gli individui presi di mira (TI >Targeted Individuals) hanno denunciato, per esperienza diretta, gli effetti delle armi ad energia diretta, anch'esse basate sulla tecnologia elettromagnetica.
Il gruppo di valutazione EMP (Electromagnetic Pulse) del Comando del Sistema Navale Marittimo è, secondo testimonianze,“la più recente agenzia di governo per affrontare la minaccia di un EMP (Impulso Elettromagnetico).”(Phillip Ewing, La minaccia da impulsi elettromagnetici da analizzare, Navy News, 30 marzo 2010)

Il rapporto della Marina Militare descrive l'effetto della nuova arma come “una devastante esplosione elettromagnetica che brucia computers, sensori, armi e tutti gli altri dispositivi elettronici sulla sua traiettoria.”

Immaginate cosa fa quest'arma alle persone se colpite. Si dice sia simile ad un fulmine. Per le persone con pace-makers, per le comunità prese come obiettivo, gli effetti possono essere letali.

Piccole armi EMP (ad impulsi elettromagnetici) portatili, esistono, e sono facilmente accessibili per procurare lesioni occulte e distruzione. Gli Individui presi di mira (TI >Targeted Individuals) sostengono costantemente di venire bruciati o altrimenti lesi attraverso armi elettromagnetiche o ad energia diretta (DEW >Directed Energy Weapons) che vengono sperimentate di nascosto o utilizzate su di essi ed i propri oggetti per persecuzione. Solo poche persone preparate sono informate sulle armi di nuova tecnologia. Gli Individui presi di mira (TI >Targeted Individuals) ottengono poca comprensione quando riferiscono del loro dolore e della loro sofferenza, anche quando esibiscono la pelle e le relative bruciature.

Numerose armi ad alta tecnologia, sotto la parvenza di “Armi non letali” sono in fase di sperimentazione. Altre sono sviluppate ed in uso.

Uno dei molti esempi di Arma ad Energia Diretta (DEW > Directed Energy Weapon) “Non-letale” utilizzata è l'arma ad onda d'urto che impiega il sistema Pistola ad Anello a vortice (Vortex Ring Gun). “Generando un'onda d'urto ad alta energia che si propaga a velocità supersonica, le pistole ad anello di vortice sono in grado di generare alte pressioni che infliggono un danno notevole ad un bersaglio o trasportano un carico utile di agenti cinetici o chimici su una distanza di oltre 20 metri”. (rilievo aggiunto) (Vedi Non-lethal Directed Energy Weapons. Defense Update)

L' High Energy Laser Joint Technology Office èco-sponsor del Simposio, parzialmente segreto sull'Energia Diretta, della Società Professionale Energia Diretta, 12-16 aprile 2010 a Monterrey, in California.

“La Società Professionale Energia Diretta (DEPS >Directed Energy Professional Society) promuove la ricerca e lo sviluppo sull'energia diretta (DE > Directed Energy), compreso il laser ad alta energia (HEL > high energy laser) e le tecnologie a microonde ad alta potenza (HPM > high power microwave), per la difesa nazionale ed applicazioni civili, attraverso la comunicazione professionale e l'istruzione”. (Sito web DEPS)

Tutte le armi devono essere sperimentate su soggetti umani prima di una loro più ampia applicazione. Storicamente, i dissidenti e le persone più vulnerabili della società, come quelle istituzionalizzate o nelle forze armate, sono stati utilizzati come soggetti per i test umani, di solito senza che loro lo sapessero.

Dal momento che le nuove armi penetrano attraverso gli edifici per ledere gli obiettivi, esse non lasciano alcuna traccia del colpevole, un'arma per il delitto perfetto. Nella società, in tutti gli Stati Uniti ed altrove, le vittime che denunciano di essere colpite, ed in alcuni casi torturate e torturate a morte, con la nuova arma, vengono non soltanto facilmente respinte dal pubblico inconsapevole, ma come risultato ottengono un'ulteriore vittimizzazione.

Una nuova vittimizzazione da parte di molti operatori sanitari, psicologi ed altri, si verifica certamente secondo un piano, ora che l'”Homeland Security" ha tentacoli in tutto il governo e le agenzie del settore privato. L'autore riferisce che il programma segreto che coinvolge gli Individui presi di mira (Targeted Individuals) è progettato ed orchestrato come una prigione segreta che pratica la tortura e la sperimentazione nella “guerra basata sul terrore”, con alcuni medici ed operatori di salute mentale che registrano i risultati della tortura su coloro che sono presi come obiettivo, non diversamente dagli esperimenti medici nazisti di ieri, tranne che per un maggiore progresso scientifico ed una maggiore segretezza. Gli autori hanno avuto sessant'anni di tempo per perfezionare l'occultamento.

Le armi ad energia diretta portatili dovrebbero essere usate dalla polizia americana per “controllare” i civili e sono nelle mani di criminali. Le armi sono “scomparse” in rotta verso le guerre del Medio Oriente, compreso un intero carico. Le nuove armi ad alta tecnologia sono state utilizzate in Iraq, provocando fori precisi da bruciatura attraversando le persone, compresi i civili, senza alcuno spargimento di sangue.

Nel 2007, il 30% delle armi inviate in Iraq, sono andate “disperse” - mancando, secondo il GAO e secondo quanto riportato dal Washington Post.

Un editoriale del New York Times riporta quanto segue circa le 'armi mancanti': “Alcune sono state presumibilmente deviate nei bazar del mercato nero delle armi, dove sono state raccolte per denaro, senza porsi troppe domande. Altre quasi certamente sono finite nelle mani delle milizie ribelli, le quali fanno uso di piccole armi da fuoco per forzare i convogli militari americani nel percorso delle bombe sul ciglio della strada.”

Deborah Dupré, BS, MS e Post-Grad DipCont.ED, è stata una sostenitrice dei diritti umani e civili per oltre 25 anni negli USA, Vanuatu ed in Australia. Sentitevi liberi di sostenerla su www.DeborahDupre.com ed attraverso la sottoscrizione agli articoli di Duprè.(Vedi "Subscribe" sopra questo articolo.) Lei chiede gentilmente la pubblicazione dei link a questo sito (piuttosto che l'intero articolo), se non viene concesso il permesso di ripubblicazione, ed accetta email:info@DeborahDupre.com.
Il libro recentemente pubblicato della Duprè, Operazione H1N1: Libertà dal Vaccino o Morte, con una storia dettagliata della sperimentazione umana non consensuale negli USA, è disponibile su DeborahDupre.com.

Fonte: http://www.examiner.com/x-10438

Segnalato e tradotto per Voci Dalla Strada da Giovanna

USA: VIOLAZIONI ESTREME DEI DIRITTI UMANI ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE NON CONSENSUALE


Un evento storico per i diritti umani negli Stati Uniti si è verificato Martedì 1 marzo, quando la Commissione Presidenziale per lo Studio sulle Questioni Bioetiche ha ascoltato le dichiarazioni scioccanti di una rappresentanza dei molti Americani che vengono torturati attraverso armi a distanza e tattiche Cointelpro simili. Ciascuna vittima sopravvissuta alla tortura ha presentato prove di violazioni estreme dei diritti umani, implorando Obama di porre termine all'orrenda sperimentazione militare umana non consensuale condotta oggi su di loro e migliaia di altri come loro.
Di Deborah Dupre
Human Rights Examiner

Secondo le presentazioni fatte alla Commissione di Bioetica martedì, le vittime sopravvissute necessitano di un'inchiesta del Congresso. Hanno bisogno che i loro abusi siano documentati ed ascoltati. Essi richiedono una maggiore declassificazione dei documenti governativi che nascondono la sperimentazione umana non consensuale e le operazioni di controspionaggio che hanno come obiettivo cittadini americani. Tale declassificazione si è verificata durante l'amministrazione Clinton, rivelando violazioni dei diritti umani che hanno scosso la nazione.

Uno studio immorale sponsorizzato dagli USA nel 1940 ha spinto i consiglieri di bioetica a suggerire al Presidente Barack Obama di formare una giuria internazionale per valutare se le attuali leggi tutelino adeguatamente i volontari negli studi clinici a livello mondiale. Il Presidente Obama ha così chiesto alla sua Commissione Presidenziale per lo Studio delle Questioni Bioetiche di esaminare se "le attuali norme per i partecipanti alla ricerca, proteggano le persone dai danni o dal trattamento non etico, nella nazione, così come a livello internazionale".

Il 1 marzo Science AAS Magazine ha riportato che Obama ha richiesto anche all'Istituto di Medicina (IOM) di indagare sullo studio di sperimentazione umana non consensuale in Guatemala. Tale studio doveva essere esaminato dalla Commissione di Bioetica, dopo che l'Istituto di Medicina si è reso conto che cinque dei suoi membri erano stati coinvolti nella ricerca in Guatemala. Gli esperimenti furono condotti “in segreto dai ricercatori, che mentirono ai soggetti testati e si preoccuparono del fatto che il programma poteva essere “rovinato” se fosse divenuto pubblico, come riportato da USA Today.

In Ottobre il governo degli Stati Uniti ha rivelato che durante lo studio in Guatemala condotto dagli USA,
...i medici nel 1940 hanno infettato soldati, detenuti, prostitute e malati mentali con la sifilide ed altre malattie sessualmente trasmesse. Tutte le tracce dello studio, che coinvolse ben 1500 uomini e donne, giacciono sepolte in un archivio dell'Università di Pittsburgh, tra le carte del ricercatore John Cutler del Servizio di Salute Pubblica USA. Cutler, che morì nel 2003, avrebbe poi continuato la sua ricerca sulla sifilide in Tuskegee. (USA Today)
Martedì, la commissione sulla bioetica di Obama, presieduta dalla dott.ssa Amy Gutmann, Rettore dell'Università di Pennsylvania e vice presieduta da James Wagner, Rettore della Università Emory, ha ascoltato i cittadini americani che sono stati costretti in esperimenti umani non consensuali, comunemente indicati come "Targeted Individuals"

Ad ogni cittadino è stato consentito un minuto e mezzo per spiegare alla commissione la propria scioccante esperienza di essere torturato negli Stati Uniti. E' stato loro permesso anche di presentare alla commissione prove delle loro esperienze di tortura.
Un avvocato ha ricordato alla commissione che le leggi internazionali impediscono le violazioni dei diritti umani che vengono condotte segretamente.

Sono state presentate statistiche sul numero di Americani soggetti a sperimentazione umana non consensuale, che riflettono migliaia di casi noti.
Tra le vittime sopravvissute alla tortura vi era Lisa Becker, che ha presentato la prova di bruciature, per dimostrare di essere torturata a distanza. (Vedi Youtube, "Shocking evidence of no-touch tortured, burned woman presented to Obama")

Secondo le dichiarazioni rese dalla signora Becker, più ciascuna vittima sopravvissuta che ha relazionato alla commissione martedì, e coloro che non hanno potuto essere presenti all'audizione, vivono tutti nella speranza che il programma di ricerca americano che sono stati costretti a sopportare, sia distrutto allorché diventi pubblico.

La domanda resta oggi se i media tradizionali renderanno noto al pubblico questo programma nel suo migliore interesse, o resteranno in silenzio, rendendosi così complici, come è stato per anni per cittadini che hanno denunciato ciò con prove di questa sperimentazione umana non consensuale high-tech, di tortura, applicata a distanza.

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di GIOVANNA

Leggi anche:
Targeted Individuals: LA MARINA MILITARE USA CONFERMA L'USO DI ARMI AD IMPULSO ELETTROMAGNETICO

fonte:http://www.vocidallastrada.com/2011/03/usa-violazioni-estreme-dei-diritti.html#more

il caso amicizia w56- video integrale.


Ridedico un video al caso Amicizia/w56, un video integrale molto bello oltretutto . All'interno del video c'è una parte in cui viene spiegato che i w56 avrebbero chiesto agli umani che cosa avrebbero dovuto fare gli Amici per aiutarli e quindi non avrebbero imposto al genere umano un aiuto forzato !

martedì 22 marzo 2011

Gli UFO aiutano i pensatori innovativi a guardare verso il futuro

Al prestigioso GFA si è parlato di extraterrestri e di UFO
Eravamo sulla notizia da pochi giorni. Poi, una volta appurato che l'ufficiosità si è tramutata in ufficialità decidiamo di informarvi. Nel prestigioso GFA (Global Competitiveness Forum), che si è tenuto nei giorni 23-24-25 e 26 gennaio 2011 a Riyadh (Arabia Saudita), si è parlato di UFO e di extraterrestri. Quindi in un contesto dove partecipano i più grossi personaggi dal punto di vista economico del mondo, si è parlato di questo delicato argomento.
Nel corso della Quinta Riunione annuale del GFA hanno partecipato, in quanto esperti nella tematica, questi illustri ufologi e scienziati:
Zaghloul El Naggar (Professore di Scienze della Terra), Stanton T. Friedman (Fisico Nucleare, conferenziere e scrittore), Michio Kaku (Professore di Fisica Teoretica alla City University di New York, ospite televisivo alla SCI FI Science alla Discovery/Science TV Channel), Nick Pope (scrittore e giornalista) e Jacques Vallee (astronomo Franco Polacco, scrittore e componente della SBV).
Le loro relazioni erano incentrate tutte sul tema "Contact: Learning from Outer Space". Ecco come veniva introdotto il tema, di cui, successivamente, i relatori hanno approfondito con le loro relazioni.
"I presupposti socio-culturali e psicologici e i preconcetti ci vincolano in larga misura, compresa la forma dei nostri punti di vista dell'Universo, in modo che possiamo essere inclini a trovare ciò che stiamo cercando, e non riescono a vedere ciò che non siamo. Utilizzando le conoscenze acquisite dalla ricerca nel campo dell'Ufologia e in quello della vita extraterrestre, che cosa potremmo noi apprendere sugli ostacoli all'innovazione in altre aree di ricerca?

- Innovazione e antropocentrismo, etnocentrismo ed Ego (n.d.r. CUI l'Io in Psicologia).

- Falsificazione ed evidenza dell'assenza

- Che cosa direbbe Giordano Bruno".

Ci domandiamo come mai ufologi importanti, come Friedman Pope e Vallee, oppure scienziati "possibilisti" come, ad esempio, Michio Kaku, presenti ad un convegno prestigioso di economisti? Chissà, forse il GFA potrebbe essere interessato a "particolari" informazioni su tecnologia "esogena"? Non lo sappiamo, ma la presenza di Stanton T. Friedman, esperto di UFO precipitati e retroingegneria, può portare a pensare a ciò. Magari il GFA è interessato a ciò, in prospettiva anche al futuro negli investimenti alle imprese.
Tra gli sponsor presenti alla manifestazione ricordiamo (tanto per citarne qualcuno) la Boeing, la CNN, il National Geographic, Al Jazirah, Financial Times, Google e tanti altri (elenco completo nell'immagine sotto).
Che dire, troppe notizie e avvenimenti che riguardano gli UFO e gli extraterrestri ultimamente. In questo 2011, dopo la gloriosa Royal Society si muove anche la Global Competitiveness Forum. Che per davvero il 2011 sia l'anno "clou" per la rivelazione della presenza extraterrestre sulla Terra? Non lo sappiamo..... chissà.

Articolo scritto da Antonio De Comite
fonte:http://www.centroufologicoionico.com/articoli/news/373-il-prestigioso-gfa-ha-parlato-di-extraterrestri-e-di-ufo


Gli UFO aiutano i pensatori innovativi a guardare verso il futuro

Da: http://www.aolnews.com/2011/01/22/ufos-help-innovative-thinkers-look-to-the-future/

A chi dovrebbero rivolgersi gli innovatori in cerca d’idee nuove? Probabilmente a qualcuno, o a
qualcosa, più innovativo di loro. Da sabato a martedì più di cento leader mondiali negli affari, politica, educazione, sport, intrattenimento, ambiente e tecnologia si riuniranno per partecipare ad una conferenza a Riyadh, in Arabia Saudita. E fin qui nulla di strano. Ma fra le varie discussioni mirate al modo di trovare nuove soluzioni grazie all’innovazione globale, si parlerà di UFO. Si, proprio così. Gli oggetti volanti non identificati ed il continuo interesse nella ricerca di vita nello spazio esterno sono in cartellone in questo evento unico. “Penso sia perché hanno capito che se sei alla ricerca d’innovazione, devi andarla a cercare da qualcuno che è molto più avanti di te” spiega il fisico nucleare Stanton Friedman, uno dei relatori invitati alla quinta edizione annuale del Forum Globale della Competitività, o GCF. “Anche se gli UFO e gli alieni non fossero reali, il solo pensare ad essi è una questione importante, che consente di espandere la portata del nostro pensiero fino ad includervi il vicinato galattico invece che [rimanere limitati a] il nostro pianeta” ha dichiarato Friedman ad America On Line (AOL) alla sua partenza per l’Arabia Saudita. Sponsorizzato dall’Autorità Generale per gli Investimenti dell’Arabia Saudita, lo scopo del programma GCF è di riunire i leader nel campo degli affari, della politica e gli intellettuali che
condividono un interesse comune su come la competitività può essere utilizzata per trovare
soluzioni concrete a sfide globali. E gli organizzatori del GCF ritengono che gli UFO possano offrire delle ispirazioni in tal senso. “Facendo uso della conoscenza acquisita grazie alle ricerche nel campo dell’ufologia e della ricerca di vita extraterrestre, cosa potremmo apprendere sugli ostacoli all'innovazione in altre aree di indagine?” E’ uno dei punti contenuti nella pagina del sito ufficiale del GCF, dove il tema della conferenza è elencato come ”Il Contatto: Apprendere dallo Spazio Esterno”. “Dopo 52 anni di studio ed investigazione, sono arrivato alla conclusione che vi sono prove schiaccianti del fatto che la Terra è visitata da navi spaziali extraterrestri sotto controllo intelligente. In altre parole, alcuni UFO sono veicoli alieni” ha affermato Friedman. Ha quindi aggiunto che si ritiene “convinto, a seguito del mio lavoro come fisico nucleare per le più grandi industrie, che i progressi tecnologici arrivano quando si fanno le cose differentemente ed in maniera non prevedibile. Il futuro non è un’estrapolazione del passato”. “Esaminare le prove sugli UFO ci obbliga a rivedere quelle che sono le nostre premesse su come
funzionano le cose”. Oltre a Friedman, altri relatori saranno l’astrofisico e scienziato informatico Jacques Vallée, il fisico teorico Michio Kaku, l’autore e giornalista Nick Pope, e lo scienziato egiziano e membro del Consiglio Supremo degli Affari Islamici Zaghloul Al Naggar. “Sono convinto che si tratta di un fenomeno [concreto], che vi è tecnologia” ha affermato Vallée ad AOL News prima della partenza per l’Arabia Saudita. “Ma non mi sto illudendo che domani riusciremo a scoprire una nuova forma di propulsione semplicemente esaminando i movimenti degli UFO”.Ha spiegato che questo è sempre stato il suo approccio nei confronti del mistero degli UFO. “Queste cose sono reali e fanno qualcosa che non comprendiamo, ma se siamo bravi ad osservarli e comprenderne i movimenti, forse possiamo apprendere qualcosa di nuovo sulla fisica”. Vallée fu il modello per il personaggio dello scienziato francese nel classico film a tema UFO di Francois Truffaut del 1977 “Close Encounters of the Third Kind [Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo]. L’anno seguente lui, Friedman ed io ci trovammo alle Nazioni Unite, cercando di fare in modo che la comunità internazionale scambiasse informazioni sugli UFO. “Fu in un certo modo uno spartiacque nel pensiero sul fenomeno. Fu come una pietra miliare, e sono fiero di avervi partecipato” ha affermato Vallée. “Non ha avuto seguiti, ma almeno abbiamo lanciato la proposta della condivisione dei dati”. Ora, 33 anni dopo, Vallée non è sorpreso che la conferenza in Arabia Saudita includa gli UFO nella sua agenda. “Credo che il mondo stia cambiando. E’ un argomento rispettabile”, ha affermato. “Di sicuro, ciò che ho appreso è che, a livello internazionale, coloro che sono informati sul fenomeno e ne hanno coscienza sono molto più intenzionati a supportare chi svolge una seria ricerca in proposito”. Per quanto concerne Friedman, nella sua relazione non prevede di mostrare alcuna foto di dischi volanti. “Non mostrerò nemmeno una foto di UFO. Ho deciso che non voglio mettere su uno show. Dirò che abbiamo a che fare con un Watergate su scala cosmica e che là fuori ci sono esseri che hanno innovato molto più di noi”.

Tradotto da Paolo G
fonte: http://paolog.webs.com/
fonte:http://paolog.webs.com/VAR/GFC2011/gfc-aol.pdf


venerdì 18 marzo 2011

Studi Psicologici e Politica


Il discorso che tratterò in questo post riguarda in prima istanza il ruolo e l’abbinamento sotteso che c’è tra Politica e Psicologia . Si parte innanzitutto con il far capire che per la psicologia e i suoi studi effettuati in questi tempi hanno sempre come prime modalità di ricerca il fatto di valutare il comportamento delle persone per categorie sociali soprattutto per le appartenenze politiche e categoriali o comunque di gruppi predefiniti . In particolare si fa riferimento alla politica e alle scelte di parte per valutare come successivamente le persone possono agire e o valutare gli atteggiamenti. Ho valutato e provato queste situazioni essendo stata coinvolta in esperimenti realizzati nella mia stessa facoltà, ove si richiedeva di dare livelli di apprezzamento a immagini di persone con volti differenti e alla fine del fascicolo dovevi indicare la tua appartenenza politica ed inscriverti in una sola preferenza tra le 7 presenti . Una valutazione svincolata e libera da categorie, non esiste;inoltre , la psicologia sociale tende a dare una spiegazione del comportamento vittimistico ella persona , cioè il fatto, nel caso faccia un errore , di per se si attivi il processo chiamato Self-handicapping , i quali studiosi, ritengono essere utile per sentirsi bene (ma lavandosene le mani praticamente) , darsi la colpa in modo differente da come sono avvenuti i fatti oggettivi , quindi, di fatto , non responsabilizzarsi delle proprie azioni , sia una cosa buona e sia “tattica difensiva” , appunto utile e necessaria! C’è da di dire un discorso  a mio avviso molto importante che è quello per cui   purtroppo sia gli studi sai la gente in generale tende a valutare esternamente le cose, gli avvenimenti e la psicologia stessa si occupa solamente di valutare come l’individuo agisce per riflesso esterno e non dando importanza alla propria parte Interiore la quale può essere benissimo ascoltata senza dare eccessivo spazio a quello che invece è il costrutto esterno ! il dare importanza ai valori del Cuore non è compreso da questi studi psicologici che tendono a categorizzare il comportamento delle persone , a fare schemi di comportamento , di motivazione, di atteggiamento .. l’indidividuo non riesce così a vivere liberamente ed autonomamente !!!!! la psicologia sociale studia i gruppi e non si interessa dei singoli individui perl’appunto autonomi. Si studia come l’agire dele persone inserite in un gruppo segua le regole strutturali dello stesso, in cui ovviamente c’è il leader che è colui che detiene il potere maggioritario all’interno del gruppo stesso; la stessa cosa si trova nel discorso sul gruppo dei pari, che sta a significare il gruppo di amici in età adolescenziale , dei pari sta a significare di socializzazione e non amicizia pura come quella potrebbe essere quella vera .
L’Anarchia è la libertà pura  libera da un discorso prettamente politico sarebbe l’ideale perché io credo che la libertà senza costruzioni morali , esterne , costruzioni mentale.. in sostanza seguire il proprio sentire interiore sarebbe il massimo!!Il discorso da fare è che tutti questi studi e queste classificazioni abbiano da avere un minimo di revisione se si vuole capire davvero il comportamento Umano !

*Conclusione : alla fine ce ne andremo su un isola deserta ma con sorrisone.   
Samantha Buldrini

giovedì 17 marzo 2011

Carl Sagan: un giovane astronomo che parlava di dischi volanti


Carl Sagan indimenticato fondatore del Seti a 32 anni parlava di dischi volanti. E' un pezzo di storia della tv quello che si vede nello spezzone CBS fatto rivivere su YouTube dopo un laborioso recupero. In quello stesso anno, il giovane astronomo pubblicava il libro " Intelligent Life in the Universe ", insieme con il sovietico Iosif Sklovskij. In quel libro, una collaborazione scientifica durante la Guerra Fredda, Sagan e il suo collega approfondivano e riflettevano su domande che, purtroppo, non sono cambiate molto mezzo secolo più tardi. Questo sia perché erano visionari nel senso più positivo del termine, sia perchè l'onnipresenza dei pianeti extrasolari non era affatto un dato di fatto nel 1960, anzi al contrario - e tutto lasciava presagire una ricerca di vita aliena un pò più facile da trovare.

"Ricordo bene dove mi trovavo quando l'Era Spaziale ebbe inizio. Il quell'ottobre del 1957 ero uno studente di dottorato in astronomia presso l'Università di Chicago...Ero sicuro che un giorno i voli spaziali sarebbero stati possibili...nonostante questo lo Sputnik 1 mi colse di sorpresa. Non avevo immaginato che i sovietici avessero potuto superare gli Stati Uniti...I sogni di visionari scienziati e scrittori, Kostantin Tsiolkovsky, Goddard, Von Braun, H.G. Wells, Edgar Rice Burroughs, stavano per essere realizzati..." (Carl Sagan, Dream Are Maps: Exploration and Human Purpose, The Planetary Report, 1992) Con queste parole Carl Sagan ricordava l'inizio dell'era spaziale, quando ancora era un giovane e sconosciuto studente di astronomia. Ma fu in precoce età che iniziò a fantasticare su possibili mondi abitati, lassù, nelle profondità dello spazio. "Mi fu assolutamente chiaro che, se le stelle erano come il nostro Sole, dovevano avere dei pianeti e su questi pianeti poteva esserci la vita...Ci pensai quando non avevo ancora otto anni" Con la fantasia che mai lo abbandonerà Carl Sagan iniziò così la sua grande avventura dedicata alla ricerca della vita extraterrestre. Ricerca che gli assorbirà gran parte delle energie e per la quale, probabilmente, viene ricordato insieme alla sua straordinaria vena di divulgatore.

Ma, come avrebbe ricordato Steven Squyres, uno dei suoi migliori studenti, oggi professore alla Cornell University " Illuminati dal suo meraviglioso talento comunicativo, molte persone dimenticano di come egli fu anche un fenomenale fisico". E Sagan fenomenale lo era davvero. Scienziato di prim'ordine e inarrestabile forza motrice della ricerca della vita su altri pianeti, riuniva in se la fervida immaginazione del giovane sognatore con uno scetticismo scientifico che gli consentiva di valutare lucidamente, senza essere sprezzante, sbrigativo o dogmatico, posizioni alternative alle sue. La carriera del giovane Sagan iniziò a sedici anni quando si iscrisse all'Università di Chicago; nove anni dopo, nel 1960, giunse al Dottorato in astrofisica dopo aver conseguito una laurea in fisica e un bachelor (un primo stadio accademico) nelle arti libere. Dopo le fantasie giovanili sugli alieni, la sua vena emerse chiaramente durante un congresso di astronomi incentrato sulle possibilità offerte dalle onde radio nella ricerca di vita extraterrestre.

Fu l'illuminazione sulla via di Damasco. Nel 1962 scrisse un lavoro con Joshua Lederberg, vincitore del premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1958, sulla possibilità che su Marte ci fosse vita. Per un forte sostenitore della vita extraterrestre come lui, la rossa luce del pianeta fu un faro che illuminò a giorno le sue speranze più sfrenate, sebbene amasse ripetere "dichiarazioni straordinarie necessitano di evidenze altrettanto straordinarie". Ma a quel tempo, sul Pianeta Rosso di evidenze (straordinarie) non se ne avevano poi molte. Prima che la missione Mariner 4 sorvolasse il pianeta nel 1965, su Marte si credeva ancora esistessero i famosi canali disegnati da Giovanni Schiaparelli alla fine dell'Ottocento. Con il programma Mariner, Marte cambierà volto: da pianeta simile alla terra a brulla landa desolata fino ad arrivare a un pianeta con un passato, e forse un presente, più vivo e interessante di quanto si poteva allora immaginare.

Non per l'immaginazione di Sagan naturalmente, che entrò a far parte delle squadre che portarono avanti i progetti Mariner e Viking, fino a divenire uno degli elementi più influenti nei programmi di esplorazione della Nasa.Quando la sonda Mariner 9 giunse sul pianeta, nel 1971, mise in luce un pianeta per certi versi inaspettato: un pianeta più vivo e interessante del brullo sasso spaziale che avevano mostrato le missioni precedenti.Questo accese moltissimo l'immaginazione di Sagan. Il quale, proprio dai dati inviati dal Mariner 9, aveva giustamente interpertato quello che gli scienziati avevano chiamato "l'onda di oscuramento". Secondo alcuni ricercatori, tra cui Carl Slipher, quella enorme zona oscura che si vedeva sulla superficie del pianeta altro non era che una zona ricca di vegetazione; per Sagan, invece, non erano piante quelle che si vedevano ma solo enormi tempeste di polvere alzate dai fortissimi venti marziani.

La sonda Mariner 9 dimostrò che Sagan aveva visto giusto. Non per nulla, alcuni anni prima, Sagan aveva saputo ben interpretare l'origine delle altissime temperature sulla superficie di Venere, previste da lui in base a un gigantesco effetto serra. Quando la Nasa varò il programma Viking, espressamente destinato a ricercare tracce di vita su Marte, Sagan, entusiasta sostenitore del progetto, dovette far fronte a numerose accese discussioni, talvolta anche piuttosto surreali con i colleghi scettici e soprattutto poco inclini ad accettare che fosse destinata una immensa somma di denaro a una missione con altissime probabilità di fallimento. Nel libro "Alla ricerca della vita su Marte" Henry Cooper, ricorda le discussioni che teneva con Sagan a proposito di forme di vita macroscopiche (i "macrobi") in grado di lasciare durante la notte file di orme sulla superficie del pianeta. Quando anche Lederberg intervenne, la discussione rasentò il surreale "Dato che su Marte fa così freddo è improbabile che esistano esseri notturni...è più facile che dormano".

Nonostante uno scambio di idee a tratti piuttosto originale, il problema era di quelli davvero impegnativi e la domanda a cui dare risposta era, nella sua banalità, di una difficoltà immensa: come avrebbero dovuto operare le Viking per ricercare forme di vita su Marte? Carl sagan era nel suo ambiente ideale. Dopo aver chiesto ai colleghi una definizione esatta di vita, giacchè alla fine la questione ultima era questa, e una serie di parametri necessari a individuarla, stabilì il suo criterio che chiamò "disequilibrio termodinamico": in breve qualunque cosa potesse richiedere un consumo di energia, avrebbe potuto essere un indicatore di vita. (A proposito di questo sarà chiamato a redigere il testo della parola "Vita", per l'Enciclopedia Britannica) Alla fine le missioni Viking partirono come da programma con i loro esperimenti biologici a bordo.

Nonostante pareri ancor oggi non tutti concordi, le missioni Viking non trovarono prove significative della presenza di attività biologica sul pianeta. Naturalmente Sagan era più incline a pensare che non furono trovate prove concrete che potessero escludere questa possibilità. In quella metà degli anni Settanta, Sagan trovò un valido e altrettanto entusiasta alleato in uno dei grandi pionieri nell'ambito della ricerca di vita extraterrestre, Frank Drake. Insieme portarono avanti un programma di esplorazione cosmica basato sull'utilizzo del potente radiotelescopio di Arecibo. Sagan, infatti, confidava molto sui radiotelescopi e sulle onde radio per inviare e ricevere segnali da eventuali civiltà extraterrestri. Ma non tutti erano entusiasti dei suoi programmi, e non tutti nutrivano per lui grande simpatia. Più di una volta dovette difendersi da colleghi invidiosi e soprattutto da politici poco inclini a indirizzare finanziamenti verso una branca della ricerca per loro così poco produttiva.

"Urge una rete mondiale ben coordinata e strutturata per la ricerca di vita extraterrestre", era il suo grido di battaglia lanciato con la grande abilità di affabulatore quale egli era. Abilità che, appunto gli procurò qualche seria antipatia "Carl era così bravo nelle pubbliche relazioni che gli procurò alcune gelosie da parte di quei colleghi che non erano bravi come lui...", dirà Elliot Levinthal, collega di Sagan per molti anni. Ciononostante, Sagan continuò per la sua strada, tanto da diventare piuttosto influente alla Nasa. Quando l'agenzia spaziale americana si apprestò a lanciare nel 1992, dopo quasi venti anni dalle Viking, la sonda Mars Observer, Sagan non lesinò parole assai critiche nei confronti dell'agenzia per l'approccio grossolano e privo di strategie perseguito nell'ambito della ricerca di vita extraterrestre.

Per Sagan l'invio di una sola sonda dal costo esorbitante era semplicemente ridicolo. Goldin, a quel tempo neo amministratore della Nasa, così ricorderà quei momenti: " ..sosteneva [Sagan, n.d.r.] che quello [il lancio della Mars Observer, n.d.r] non era affatto un programma, era solo uno sporadico evento, l'ultima barca fuori dal porto". E ancora: "Sebbene avessi un mare di cose da fare e avessi parlato con un sacco di gente, Carl mi convinse a sviluppare una strategia, ad avere una visione per Marte". E la strategia, per merito del grande e visionario affabulatore, prese corpo e sostanza. Fu così che, più o meno, nacque un programma ad ampio respiro che prevedeva di lanciare verso Marte un numero consistente di piccole sonde a basso costo con precisi e ben delineati compiti di ricerca.

Il programma ebbe inizio con la fortunata missione Mars Pathfinder del 1996, alla quale si affiancò nello stesso periodo la Mars Global Surveyor. Ma Sagan non fece in tempo a godersi le avventure esplorative del piccolo robot Sojourner; si spense il 20 dicembre 1996 dopo una dura lotta con un male difficile da sconfiggere. In suo onore la base dalla quale mosse i primi passi il Sojourner fu intitolata Carl Sagan Memorial Station.
Bill Murray, illustre geologo del Californian Istitute of Tecnology, con il quale Sagan ebbe modo di intrattenere un vivace dibattito sulle questioni legate alla vita extraterrestre (Murray non era ottimista come Sagan) sperava che, nonostante le discussioni, "la sua grande passione, la ricerca della vita extraterrestre, specialmente quella intelligente, sarebbe fiorita mentre era ancora vivo". Con la scomparsa di Sagan sono andate deluse le speranze di Murray e, soprattutto, si è avvertito il vuoto lasciato da una mente analitica ma originalissima e visionaria di uno che "deve pur avanzare delle idee ai confini del plausibile pre provocare i ricercatori al punto da motivarli...".

Di Carl Sagan, tuttavia, rimane una grande eredità. Seicento scritti scientifici e numerose pubblicazioni divulgative fanno parte di quel patrimonio culturale dal quale attingere a piene mani. Il suo eccezionale talento nel raccontare la scienza lo ha portato a essere autore e curatore di una ventina di libri, molti dei quali bestseller, a condurre una serie televisiva, Cosmos, dal successo mondiale. Senza dimenticare che fu, per dodici, anni editore capo di Icarus, rivista leader dedicata alla ricerca planetaria, nonche cofondatore e primo presidente della Planetary Society ed ebbe una lunga serie di riconoscimenti tra i quali l'alto riconoscimento conferitogli dalla National Academy of Science. Ma più di ogni altra cosa, quello che rimane di Sagan è il suo spirito, sognatore e analitico, visionario e scettico, sempre pronto con la fervida immaginazione di cui era dotato a seguire i dati scientifici e farsi condurre anche su strade alternative o scarsamente battute.

I tanti suoi allievi, che oggi occupano poltrone importanti, sono la migliore testimonianza a ricordo del loro maestro e del suo modo di pensare.
Un modo di pensare libero di sbizzarrirsi come meglio credeva. Non per nulla non solo condusse importanti ricerche sulle origini della vita sulla Terra, dimostrando la possibile formazione di amminoacidi in una atmosfera primordiale di metano, ammoniaca, acqua e solfuro di idrogeno irradiata di luce ultravioletta, ma portò avanti ricerche su branche della scienza apparentemente fuori dal suo ambito di ricerca. Fu lui, infatti, che, insieme a un gruppetto di colleghi, mise in guardia la comunità mondiale all'inizio degli anni Ottanta sul cosidetto "inverno nucleare".
Sagan avvertì che, in seguito a una guerra nucleare, l'atmosfera si sarebbe riempita di una enorme quantità di polvere da ricoprire il pianeta e provocare un brusco e irrefrenabile abbassamento delle temperature, tale da rendere la vita, quella rimasta, praticamente impossibile.

La teoria, secondo quanto ha raccontato Sagan, nacque in seguito allo studio che fece dei dati inviati dal Mariner 9 della superficie di Marte sconvolta da un'enorme tempesta di sabbia. Scrisse una volta su un suo libro (Pale Blue Dot) che "non si può prevedere dove ci porterà la scienza". Di certo, per Sagan, la ricerca scientifica, e in particolare la ricerca della vita extraterrestre era più di un semplice programma di indagine. Oltre al SETI e alla divulgazione Sagan ha combattuto una guerra aperta contro le pseudoscienze e le credenze irrazionali. E' stato un un membro eminente del movimento scettico contemporaneo. L’ultimo libro da lui pubblicato in vita, Il mondo infestato dai demoni, rappresenta una sorta di testamento spirituale in cui Sagan mette in guardia l’umanità contro il proliferare di un nuovo oscurantismo.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1996, viene dato alle stampe il libro Miliardi e Miliardi in cui, in una serie di interventi, Sagan affronta numerosi temi: il valore della scienza, i problemi dell’ambiente, i rapporti tra scienza e religione. Nell’ultimo capitolo, consapevole della sua imminente fine causata da un’inguaribile malattia, Sagan affronta con lucidità il problema della morte. E' stato uno dei promotori dello CSICOP (Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal),in un senso centro il parente dignitoso del nostro CICAP, che oggi purtroppo sarebbe il contrario di quello che Sagan vorrebbe vedere all'opera. Ricordarlo, specie dagli inizi della sua carriera, così appassionato, lungimirante e saggio fa sempre piacere. Contact, il suo straordinario romanzo diventato poi un film, diretto da Robert Zemekis, con interprete principale Jodie Foster è solo uno dei regali che ci ha lasciato.



(da ufoonline.it)
fonte:http://www.ufoonline.it/2011/02/12/carl-sagan-un-giovane-astronomo-che-parlava-di-dischi-volanti/
fonte:http://altrogiornale.org/news.php?extend.6763

mercoledì 16 marzo 2011

Hack: «Sono convinta che ci sia bisogno del nucleare»


Intervistata dal Mattino, l’astrofisica Margherita Hack ha sostenuto che quanto sta accadendo in Giappone non dovrebbe far cambiare idea al governo sul nucleare:
«Sono convinta che ci sia bisogno del nucleare. Ci sono molte paure irrazionali ma non si puà decidere sull’onda dell’emozione. Serve razionalità. [...] È proprio il mio ambientalismo che mi fa dire sì: il nucleare è la fonte che, tutto sommato, inquina meno»

Fonte: http://www.ilpost.it/2011/03/15/hack-%C2%ABsono-convinta-che-ci-sia-bisogno-del-nucleare%C2%BB/

Fonte:http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=Y7PFZ

una mia opinione personale !?:
A volte non riesco a capire se certi personaggi si sono confermati come gli antagonisti del secolo con tanto di ruolo di copertura in attesa di qualche ricompensa oppure pensano realmente quello che dicono! In ogni caso quando ho saputo della notizia non ci sono rimasta felice. Io davvero non ho più parole e non so cosa pensare.

venerdì 11 marzo 2011

La leadership

Nella letteratura socio psicologica il Concetto di leadership è stato definito in molti modi; tuttavia, Hollander 1985 ritiene che l’aspetto più consistente in tale pluralità di definizioni sia l’avere rilevato che la Leadership implica un processo di influenza fra un leader ed i seguaci in ordine al raggiungimento degli obbiettivi di un gruppo , di un organizzazione o di una società. Anche nei gruppi informali è in genere considerato Leader colui che mostra il più elevato livello di influenza . Turner, 1991 ,definisce leader le persone o i ruoli sociali che esercitano maggiore influenza in un gruppo rispetto alle altre persone o agli altri ruoli .Il leader mostra più iniziativa degli altri del gruppo : (Dirige, suggerisce, consiglia , propone idee.. , ecc… ), occupa una posizione elevata nella gerarchia di status e nella rete di comunicazioni del gruppo , si trova nella posizione centrale. Ci si può chiedere perché nelle definizioni di leadership si parli di influenza e non decisamente di potere . Di deve a Moscovici ( 1976) la definizione fra influenza e potere , illustrata principalmente dagli effetti della maggioranza e della minoranza sulle opinioni dell’individuo; l’influenza della minoranza consiste nel produrre accettazione soggettiva di persuasione , mentre quella della maggioranza implica coercizione acquiescenza pubblica. Come nota Turner, 1991 , prima del contributo teorico di Moscovici era normale considerare il potere come base dell’influenza sociale ed il potere sono considerati come processi alternativi di modificazione dei comportamenti degli altri . Se l’influenza è dunque il tratto distintivo del leader , possiamo chiederci quali siano i motivi che rendano alcune persone in grado di influenzare gli altri più di quanto siano esse stesse influenzate . Uno dei primi tentativi di risposta a tal quesito è stato quello di reperire le caratteristiche , i tratti di personalità che distinguono i leader dagli altri . Una rassegna di Stogdill (1974) , che tiene conto di 163 studi compiuti fra il 1948 e dil 1970 , indica come più tipici di un leader i tratti seguenti: propensione alla responsabilità e alla esecuzione del compito , forza e tenacia nel perseguire gli obbiettivi prescelti, temerarietà e originalità nell’affrontare e risolvere problemi , tendenza a prendere l’iniziativa in diverse situazioni sociali , fiducia in se stesso e forte sentimento d’identità , disponibilità ad accettare le conseguenze di decisioni ed azioni , prontezza nell’assorbire lo stress e capacità di tollerare frustrazioni , abilità nell’influenzare gli altri, capacità di strutturare il sistema di interazioni sociali in vista del risultato .Come dice Hollander (1985) nella sua rassegna sulla leadership , ricerche come quelle considerate da Storgdill non hanno individuato un set consistente di tratti di personalità che distingua il leader dagli altri o che permetta di predire chi diventerà leader , poiché i comportamenti delle persone tendono a variare a seconda delle situazioni ed i tratti non somatici ma dinamici. Questa considerazione inficia l’idea del “Grande Uomo” (basata, come detto , sulla ricerca dei tratti di personalità caratterizzanti il leader) porta, secondo Hollander, a due sviluppi teorici interrelati tra loro : da un lato lo studio sul comportamento di leader e dall’altro l’emergere dell’approccio situazionista. Per quanto riguarda il comportamento del leader si può fare riferimento alle ricerche di Bales e Slater (1955) . Secondo questi autori i leader servono essenzialmente a due tipi di funzioni : ad assicurare che il clima di gruppo sia armonioso mostrando considerazione nei confronti dei membri (il cosiddetto leader Socio-emozionale) e realizzare il compito , mostrando le migliori idee utilizzando le migliori idee e organizzando il lavoro di gruppo (il cosiddetto leader centrato sul compito ) . Difficilmente queste due funzioni della leadership (il centraggio sul compito e il centraggio sulle relazioni ) si trovano nella stessa persona.; Slater ha ipotizzato due ruoli siano complementari . Anche la ricerca sulla leadership della Ohio State University iniziata nel 1947 (cfr. la descrizione offerta nella rassegna di hollander 1985) , in cui venne usato come strumento il questionario invece che l’osservazione del comportamento come nelle ricerche di Bales e Slater , mise in luce due principali linee comportamentali dei leader : la considerazione nei riguardi dei membri del gruppo (comportamenti di aiuto nei confronti dei subordinati., fare loro dei favori, essere amicale e disponibile , fornire spiegazioni) e la capacità di strutturazione (portare i subordinati a seguire le regole e procedure , mantenere standard di produzione , rendere esplicite le differenze di ruolo fra leader e subordinati ) . Un altro esempio di studio basato sul comportamento del leader può essere considerato il celeberrimo lavoro di Lewin , Lippit e White (1939) sullo stile della leadership (distinta in tre modi: autoritaria , democratica e laissez faire ) e le sue conseguenze sulle produttività e il morale del gruppo . Secondo Turner (1991) lo stile democratico e quello autoritario rappresentano rispettivamente il leader socio emozionale e quello centrato sul compito e possiamo chiederci se il leader ideale sia quello che incarna entrambi gli stili oppure l’uno o l’altro alternativamente a seconda delle richieste situazionali. Da parte nostra , non siamo certi che si possa veramente fare un parallelo fra gli stili di leader chip di Lewin e White e quelli proposti da Bales e Slater per le diversità d’impostazione delle rispettive ricerche .L’approccio situazioni sta si fonda sull’idea che il leader deve assolvere diverse funzioni in situazioni che comportano compiti diversi. Il contenuto e il contesto dell’attività determinano differenti richieste di comportamento ( Argyle e Little 1972) . A questo proposito Carter e Nixon (1949) posero a coppie di soggetti tre compiti di Natura diversa da eseguire e trovarono che molto raramente lo stesso individuo poteva emergere come leader in tute e tre le situazioni . Fra gli elementi situazionali che possono riguardare la leadership si possono annoverare i climi competitivi e cooperativi , la stabilità o l’instabilità ambientale , la grandezza del gruppo. Fra i fattori situazionali collegati all’emergere di un leader , hemphilll (1961) ha sottolineato l’importanza della Natura del compito e la presenza nel gruppo di un membro con esperienza di leadership. Secondo Hollander (1985) , l’approccio situazioni sta , che pure ha avuto il merito di superare le teorie dei tratti di personalità , ha esagerato nel’altro senso , in quanto trascura in modo troppo marcato le caratteristiche delle persone che occupano ruoli di leadership; in tal senso l’approccio situazionista non spiega , per esempio, perché in certe situazioni emerga come leader una persona piuttosto che un’altra a parità di competenze relative al compito. Il situazionismo puro appare come un approccio esagerato , da un lato in quanto centrandosi su di una definizione riduttiva di situazione (ridotta a richieste relative al compito ) trascura elementi importanti per comprendere l’emergere di un leader , come la struttura , la storia , le dimensioni e le risorse del gruppo , elementi che pure fanno parte della situazione . dall’altro lato, esso non è in grado di offrire una visione dei processi relazionali fra il leader ed i seguaci nel tempo (per esempio , i motivi dell’avanzamento o della perdita di status , l’emergere della leadership ed il suo mantenimento). Il modello della contingenza proposto in prima istanza da Fielder (1964) e successivamente con alcune trasformazioni da altri autori (hollander, 1985) cerca di introdurre un’idea interazionistadella leadership, la cui efficienza dipende dalla corrispondenza fra l stile adottato dal leader e il controllo che quest'ultimo possiede della situazione . Lo stile dellla leadership si basa sulla distinzione fra Bales fra leader centrato sul compito e leader centrato sulle relazioni e viene misurato con il punteggio Lpc (least preferred co-worker) ottenuto chiedendo alle persone di descrivere su varie scale bipolari (per esempio , amichevole/ostile , collaborativo/non collaborativo ecc… ) il collaboratore con cui è stato difficile lavorare . Coloro che esprimono dei punteggi basi (basso LPC) descrivono in termini piuttosto sfavorevoli il loro collaboratore e sono considerati come essenzialmente centrati sul compito” (cioè adottano abitualmente questo stile di leadership ) mentre coloro che ottengono un elevato Lpc descrivono piuttosto favorevolmente anche il collaboratore meno perfetto e sono considerati come centrati sulle relazioni” . Questi orientamenti del leader possono essere più o meno efficaci a seconda dei tre principali fattori presenti nella situazione : la qualità dei legami leader-membri (cioè l’atmosfera di gruppo) , il livello della struttura del compito (definitezza dello scopo ,, dei metodi di soluzione , del prodotto finale ) il livello del potere del leader ( avere a disposizione sanzioni e premi , poter controllare i membri) . I risultati principali delle ricerche compiute sulla base del modello di Filder mostrano il seguente andamento : i leader centrati sulle relazioni (altro Lpc) hanno migliori prestazioni in condizioni di controllo o alto o basso della situaizone. In altri termini, i due tipi di leadership funzionano bene in alcune situazioni ma non in altre . Il modello di Fider ha suscitato critiche , ma anche consensi , sui quali nella sede presente , possiamo soffermarci a lungo ; una delle principali critiche riguarda il puntegigo del Lpc di cui si contesta sia la chiarezza teorica , sia la procedura metodologica attraverso cui è ottenuto . In ogni caso il punteggio Lpc rimanda in qualche modo ad una stabilità comportamentale del leader , che ricorda in parte le teorie dei tratti. Nella rassegna sugli sviluppi storici del concetto di leadership, Holander (2985) definisce come modelli Transizionali quei paradigmi , sviluppatasi parallelamente talora anche anteriormente ai modelli della contingenza , che insistono sulla relazione bidirezionale fra leader e membri del gruppo è altrettanto vero che questi ultimi influenzano con le loro aspettative richieste (esplicite o implicite) il leader stesso. Il termine “transizione” vuole appunto indicare questo ruolo più attivo dei membri coinvolti in uno scambio bidirezionale col leader. E’ chiaro come in un ottica di questo tipo la leaderschip venga studiata nei suoi aspetti processuali di influenze e controinfuenze, aspetto questo completamente trascurato dall’ottica tradizionale che vede il leader come unica fonte di influenza . Uno studio Europeo che si pone in tale linea più dinamica e processuale è quello di Merei (1949) , in cui venne studiato l’effetto dell’ammissione di nuovi membri (he erano bambini più grandi e leader nei loro gruppi dei pari ) in un gruppo preesistente di bambini di una scuola materna . Le osservazioni di Merei mostrano che divennero leader del nuovo gruppo solo qui bambini che furono capaci di aggiustar il proprio comportamento alle norme , abitudini , tradizioni del gruppo.; sol successivamente e con una certa cautela , introdussero delle innovazioni di gioco, accetate dal gruppo . I bambini che tentarono di fare valere la propria autorità non furono seguiti. Anche nella teoria della leadership di Hollander (1958; 1964; 1978) viene considerata come punto fondamentale questa dinamica di iniziale adesione alle norme del gruppo e di successiva immissione di idee nuove. Hollander, parla di “credito Idiosincratico” che il leader deve conquistare presso il gruppo; questo credito viene guadagnato negli iniziali contratti fra i membri del gruppo e l’aspirante leader attraverso le prove della sua competenza (cioè i contributi che egli può dare ai principali scopi del gruppo ) e della sua adesione (Hollander parla anzi di “lealtà”) alle norme di gruppo . La credibilità che può essere acquistata da un aspirante leader presso il gruppo, si basa, secondo Hollander (1982) , su almeno quattro fonti di legittimità : la conformità iniziale alle norme di gruppo ; l’essere scelto dal gruppo e non imposto dall’esterno ; dare prove di competenza nel perseguire gli scopi di gruppo ; l’identificazione col gruppo. Secondo Brown (2000) , la teoria di Hollander, è certamente più dinamica di quella di Fielder e spiega in modo nettamente più convincente cambiamenti processuali che avvengono all’interno di un gruppo , anche se il suo limite è quello di non tenere in considerazione le ripercussioni delle relazioni “intergruppi “ nella gerarchia interna del gruppo , come invece hanno fatto Rabbie e Bekkers (1978) . Essi hanno provato sperimentalmente che quando una è insicura è più probabile che relazione con l’Outgroup siano di tipo competitivo , soprattutto quando la posizione dell’ingroup rispetto all’outgroup è percepita come più forte .
Fonte: Bibliografia
Manuale di Psicologia Sociale - Augusto Palmonari, Nicoletta Cavazza, Monica Rubini
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Finchè ci siamo mettiamo anche questo post per concludere il discorso sui gruppi, prese di potere, organizzazioni ecc...ecc.... Ci piace che la gente ne prenda atto e non rimanga immersa nell'ignoranza così almeno è più responsabile delle proprie scelte di vita in qualsiasi ambito.
(Sotto una foto che venne scattata nell'anno 2007)



Samantha Buldrini

sabato 5 marzo 2011

Il Potere nel gruppo



Potere e Controllo
Discutendo di status, ruoli, norme e reti comunicative , abbiamo visto che all'interno di ogni gruppo le posizioni dei vari membri possono essere più o meno centrali o periferiche; in altri termini, dobbiamo considerare il rapporto dominanza-sottomissione come uno degli aspetti strutturali della vita di gruppo.
Il potere implica la capacità di influenzare o di controllare altre persone  (Levine e Moreland, 1990 )
(French e Raven,1959) sostengono che il potere è un influenza potenziale di O su P ; il potere di O è misurato dalla sua massima influenza quanto possibile , per quanto egli possa scegliere di esercitare meno potere di quanto effettivamente dispone. Nella realtà è raro che il potere derivi da un unica fonte; esistono vari tipi di potere in quanto le variabili diverse che possono essere altrettante basi di potere .
Per quanto esistano senza dubbio molte possibili fonti di potere ( French e Raver 1959) , ne definiscono cinque, considerate come particolarmente comuni e importanti.
1- Il potere della ricompensa (reward power) , che si basa sull'abilità  o di O nel dare o promettere a P ricompense, di tipo materiale o simbolico. La forza di questo potere aumenta con l'ampiezza delle ricompense che P percepisce di ottenere da O.
l'uso delle ricompense fa aumentare l'attrazione di P per O e può trasformare il potere di ricompensa nel potere di esempio.
2- Il potere Coercitivo , può essere considerato simile al potere di ricompensa visto nella valenza , in quanto O può influenzare su P attraverso sanzioni punitive , effettivamente comminate o minacciate . Il potere coercitivo riduce l'attrazione di P per O  perciò esso deve corredarsi di forze restrittive che limitino la possibilità di P di fuggire dal campo di azione di O.
Sia il potere di ricompensa sia quello coercitivo possono indurre comportamenti di conformismo esteriore , ma non adesione autentica del "dominato" e del "dominatore".
3- Il potere legittimo di O su P è il potere che proviene da norme interiorizzate da P, norme che stabiliscono che O ha il diritto legittimo di influenzare P e che P stesso è obbligato ad accettare quest'influenza.
Le basi del potere legittimo possono essere nei valori di una certa cultura , che conferiscono autorità ad alcune persone in base a certe caratteristiche possedute ( anzianità, appartenenza ad una casta, essere maschi o femmina, ecc.. ) , o in base al fatto che nella struttura sociale O occupa una posizione di leader o sulla base di un designazione sociale legittima quale un'elezione. Anche se il potere legittimo si fonda su norme e valori interiorizzati, che renderebbero in linea di principio non necessario il ricorso a premi o punizioni, in realtà il potere legittimo ricorre all'impiego di sanzioni positive o negative. Il ricorso a quest'ultime, in specifico, può essere più accettato che nel caso del potere coercitivo, almeno fino al momento in cui P considera legittimo il diritto di O di punire i comportamenti non conformisti.
4- Il potere d'Esempio o potere di Riferimento ( Referent Power) le cui basi sono poste nell'identificazione di P con O , indifferentemente che O sia una persona o un gruppo.  Più grande è l'indentificazione di P con O  , più è elevato il potere di O su P. I concetti di "Gruppo di riferimento" e di "suggestione da prestigio",
possono essere considerati come illustrazioni del potere d'esempio.
In taluni casi questo tipo di potere si limita solo ad alcuni ambiti , rispetto ai quali svolge la sua influenza senza coinvolgere altri. Da rilevare che no sempre P è consapevole del potere di Esempio che O esercita su di lui .
5- Il potere di Competenza ( Expert Power) si basa che P ritiene O un'esperto in un determinato ambito, questo tipo di influenza sociale riguarda la struttura cognitiva di P e probabilmente non altre aree.
Perchè si realizzi il potere di competenza sono necessarie almeno due condizioni: P deve pensare che O abbia le conoscenze rispetto ad un dato ambito; P deve avere fiducia che O dica la verità.
French e Raven , distinguono il potere di competenza dal potere dell'informazione, in quanto il primo, si basa sula credibilità di O nel quadro di una più o meno durevole relazione fra O e P , mentre il secondo si basa sulle caratteristiche dello stimolo, quali ad esempio la logica dell'argomentazione o l'evidenza dei fatti , ed è
" Impersonale"  , nel senso che non implica alcuna relazione fra O che offre l'informazione e P che la riceve .
Il potere di competenza è più limitato del potere di esempio, sia perchè riguarda solo la sfera cognitiva , sia perchè è per sua natura limitato ad un ara specifica.
Potere e denaro
Minguzzi (1973) promuove alcune critiche alla tipologia del potere designata da French e Raven, in quanto essa , non rende conto dei rapporti economici ( che possono essere fonte nei gruppi naturali) ne delle motivazioni di chi accetta la fonte d'influenza fra le quali l'autore ipotizza l'esistenza di processi persuasivi tramite il controllo delle comunicazioni.

Fonte: Bibliografia
Psicologia Sociale - Augusto Palmonari, Nicoletta Cavazza, Monica Rubini

Una considerazione personale : L'ingenuità popolare non è eterna .....................


Penso che possiate  immaginare il perchè di questo post ...
ultimamente si aiuta le persone non per difendere una causa giusta ma per difendere quella che è la propria causa personale , distinta dalle altre , inoltre si fa molta , tanta bella pubblicità per questioni di Buonismo e Convenienza ... Per chi sa.. intenda.. 


Samantha Buldrini